11M-cronaca di una strage

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Capitolo 1
Cronaca di una strage

L’11 marzo 2004 passerà alla storia come il giorno del drammatico attentato di Madrid costato la vita a 198 persone, con un bilancio di oltre 200 feriti.
Nelle prime ore del mattino 14 bombe, posizionate all’ interno di 4 treni regionali su cui viaggiavano pendolari (studenti e lavoratori) in arrivo alla stazione di Atocha, esplosero in successioneseminando panico, morte e distruzione. Il numero ufficiale delle vittime é di 190 (177 dei quali morti nell’attentato) e di 2057 feriti, l’attentato diventava il primo per numero di feriti e secondo per vittime mortali, nella lista dei peggior attacchi subiti in Europa in tempi di pace. La frequenza e la puntualità dei treni permettono agli attentatori di concentrare l’azione in un punto e poimoltiplicarne gli effetti. La tragedia spezza la vita quotidiana della capitale. Su tutta Madrid scende il silenzio. Nel frattempo in quei giorni la Spagna si preparava alle elezioni politiche del 14 marzo. I partiti decidono di sospendere la campagna elettorale.
Da quella stessa terribile mattina si aprirà uno scenario di accuse, notizie e smentite che avrà inizio con le accuse da parte del governo all’ETA l’organizzazione terrorista separatista basca che da anni semina terrore nel paese, gli indizi che invece condurranno verso la pista poi ritenuta la più credibile di Al-Qaeda e che culminerà giorno 14 marzo con l’arrivo della rivendicazione islamica dell’ attentato e con la sconfitta del Partido Popular e del governo Aznar, punito per la poca chiarezza dalla popolazione che in quei giorni diMarzo ha continuamente manifestato chiedendo la verità.

La mattina del giovedì 11 marzo
06:45 Il treno 17305 parte da Guadalajara con destinazione la stazione di Chamartín.

07:00 Il treno 21431 parte da Alcalà de Henares con destinazione Alcobendas

07:10 Il treno 21435 parte da Alcalá de Henares con destinazione Alcobendas.

07:15 Il treno 21713 parte da Alcalá de Henares condestinazione la stazione di Príncipe Pío.

07:39 Tre bombe esplodono sul treno 21431 nel binario 2 all’interno della stazione di Atocha. Dopo solo alcuni secondi quattro bombe esplodono sul treno 17305 vicino via Téllez, 500 m prima di entrare nella stazione di Atocha.

07:41 Due bombe esplodono sul treno 21435 nella stazione di El Pozo del Tío Raimundo.

07:42 Una bomba esplode nel treno 21713 allastazione di Santa Eugenia.
Le esplosioni avvengono in rapida successione. Il bilancio si rivela immediatamente tragico. Il ministero degli interni accusa immediatamente l’ETA.

09:00 Arnaldo Otegi, rappresentante del partito separatista basco Batasuna, ritenuto illegale per la vicinanza all’organizzazione terrorista, compare davanti alla stampa per condannare l’attentato e smentire ogni legamedell’ETA con la strage.

09:30 Juan Josè Ibarretxe, presidente della comunità autonoma basca, legge un messaggio con la posizione ufficiale del suo esecutivo. Condivide la versione del governo ed afferma che l’ETA sta scrivendo la sua fine.

10:00 Il ministro degli interni Àngel Acebes è alla stazione di Atocha. Dichiara che le investigazioni sono già aperte e che lo stato di diritto trionferà,passeranno altre ore prima che il ministro parli alla nazione.

10:30 Nel palazzo della Moncloa si riuniscono Aznar ed i ministri Rodrigo Rato, Javier Arenas, Eduardo Zaplana e Àngel Acebes.
Aznar inizia un giro di telefonate. Chiama personalmente Zapatero e i direttori delle maggiori testate giornalistiche del paese. Assicura che la responsabilità dell’attacco terrorista è da attribuireall’ETA. Le sue parole a Zapatero saranno: “Espero que no haya dudas de que es un atentado y que no haya dudas que ha sido ETA”[1].

11:20 Riunione al ministero degli interni con il sindaco della capitale. Gabinetto di crisi. Vengono stabilite le disposizioni di emergenza per le vittime e i familiari.
La città è nel caos.

12:30 I familiari attendono angosciati che i medici dicano i nomi dei...
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