Caravaggio, vida y obra

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Caravaggio

La vita
Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nasce nel 1571 a Milano, figlio di Lucia Aratori e Fermo Merisi, architetto, sovrintendente e amministratore di Francesco Sforza, nonché marchese di Caravaggio, una cittadina nelle vicinanze di Milano. Caravaggio nasce quindi in una famiglia quasi benestante.
Michelangelo trascorre la sua infanzia presso la corte degli Sforza edimostra da subito attitudini artistiche. In virtù di questa dote, all’età di tredici anni, sette anni dopo la morte del padre (morto nel 1577), viene mandato in una bottega di Milano per essere avviato al mestiere di pittore da Simone Peterzano, artista in linea con la morsa religiosa del cardinale Borromeo.
Questo periodo di insegnamento, che termina nel 1588, segna notevolmente Caravaggio in quantoapprende l’idea di riproduzione fedele del vero, che lo accompagna per tutta la sua carriera di artista.
Degli anni che intercorrono fra l’abbandono della bottega di Peterzano e la sua partenza per Roma (1592), si conosce poco. Si sa che in questo periodo Michelangelo ha avuto modo di studiare la pittura di Leonardo da Vinci a Milano (che lo spinge sempre di più alla riproduzione reale dellaverità), di compiere il famoso viaggio verso Venezia (motivato secondo alcuni cronisti dalla necessità di allontanarsi da Milano a causa del coinvolgimento in alcune vicende delittuose) e di studiare la pittura di altri artisti.
Inoltre sappiamo che Caravaggio, dopo la morte della madre, ha venduto e spartito con i fratelli tutta la sua eredità, grazie alla quale riesce a spostarsi a Roma. Questotrasferimento è alquanto ambiguo, poiché non è ancora certo se sia dovuto alla necessità di allontanarsi da Milano (a causa di un fatto criminoso) o all’opportunità di affermare la propria arte in una città in pieno fermento.
Nel 1592 comunque, Michelangelo si reca a Roma, che in questo periodo vive un momento di rinascita e di grande richiesta artistica. Nei primi due anni della sua permanenzanella città, Caravaggio sostiene rapporti artistici brevi e occasionali. Intorno al 1593 trova impiego nella più florida bottega di Roma, gestita dal Cavalier d’Arpino (il più prestigioso pittore della città), come disegnatore di nature morte. Apprezzato dal pubblico anche solo per i soggetti di scarsa rilevanza che dipinge, Michelangelo tenta nel 1594 di lavorare in proprio, ma non riesce a venderei quadri che produce e ben presto si ritrova in miseria.
È la realizzazione di due quadri molto famosi (I bari e Buona ventura) che apre a Caravaggio la strada del successo, facendolo accostare al mondo aristocratico. L’espressività dei volti e la maestria nell’esecuzione del disegno vengono molto apprezzati infatti dall’ambiente aristocratico. Michelangelo diventa molto famoso grazie anche allarealizzazione delle tele da collocare nella cappella di San Luigi dei Francesi (1599), molto apprezzate dal clero.
Nonostante questo, l’eccessiva espressività dei quadri realizzati da Caravaggio viene spesso criticata dalla chiesa, che di sovente reputa troppo forti alcune scene ritratte e commissiona nuove opere con tema identico ma con atmosfera più sospesa. Ciò che i chierici scartano vieneperò venduto ad un pubblico laico, presso il quale Michelangelo è sempre più popolare e acclamato.
La sua irrequietezza lo porta però ad aver ancora problemi con la legge, dapprima in processi che lo vedono accusato di diffamazione verso il pittore Baglione (1603) e successivamente nell’arresto per ingiurie e porto d’armi abusivo (1604 - 1605).
Per sfuggire a questa opprimente situazione, nel1605 Caravaggio si sposta a Genova, presso il principe Doria, suo grande stimatore. La sua permanenza dura poco, infatti nell’anno successivo torna a Roma, ove però si ritrova in cattive acque e costretto ad accettare commissioni mal pagate. Probabilmente per una questione di debiti, Michelangelo è coinvolto in un caso di omicidio, la cui sentenza è la pena di morte. È quindi costretto ad...
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