Dei verbum storia

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Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione
“Dei Verbum”


INTRODUZIONE

Questo elaborato si propone innanzitutto di ricordare brevemente come sorse e quali furono i contenuti più importanti della Costituzione Dogmatica sulla Divina "Rivelazione".

L’impegnativo iter di elaborazione della DEI VERBUM conobbe vicende tanto complesse prima della definitiva approvazione, che permise diarricchirsi progressivamente durante tutto l’arco del Concilio Vaticano II.

Il Concilio Vaticano II (1962 -1965), è stato l'evento ecclesiale più importante del secolo XX. Non solo per i 16 documenti che derivano da questo, ma anche per lo spirito che si respirò, segnarono un modello ed esigenza di autentica rinnovazione nella Chiesa.

"Dei Verbum" è una delle quattro Costituzioni delConcilio Vaticano II. Abborda il tema della rivelazione, e soprattutto della Sacra Scrittura la sua interpretazione ed il suo posto nella vita della Chiesa.

Cambiamenti profondi di una Chiesa che, soprattutto nei quattro secoli precedenti, aveva vissuto un immobilismo in molti aspetti della sua dottrina, dei suoi riti, delle sue abitudini, un periodo che può essere considerato di digiuno biblico. IlConcilio costituiva l'incontro della Chiesa col mondo moderno, i suoi interventi segnano una stagione nuova e feconda.

Il Concilio Vaticano II, annunciato da Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, cominciò l’11 di ottobre 1962 e termiò l‘8 di di diciembre del 1965, per Pablo VI. Si sviluppò in quattro tappe, periodo durante il quale si riunivano i vescovi nella basilica di San Pietro in Vaticano.1.- LE RADICI DELLA
DEI VERBUM

I testi conciliari, non sono caduti "dal cielo": sono nati più o meno dietro un processo creativo, lungo e complesso. La Dei Verbum costituì il documento che più tardò ad essere approvato dal Concilio. Il primo schema o progetto incominciò a discutersi il 14 novembre di 1962, un mese dopo essere iniziato il Concilio. Lo schema o testo fu approvato il 18novembre 1965, a scarsi 20 giorni della sua chiusura.

Vediamo un po' la storia che sta dietro questi dati.

1.1 PRIMO SCHEMA: DE FONTIBUS REVELATIONIS

La Commissione dottrinale preparatoria aveva elaborato due schemi che toccavano molto da vicino temi sulla Tradizione e la Sacra Scrittura: “De fontibus revelationis” (sulle fonti della rivelazione), e “De deposito fidei custodiendo” (circa ildeposito della fede che deve essere custodito). Solo il primo si portò a discussione nell'aula conciliare.

Il 14 novembre 1962 cominciò la discussione. Il cardinale Ottaviani e mons. Garofalo presentarono lo schema ufficiale, quasi condannando gli schemi alternativi che circolavano.

Dei 15 interventi conciliari in quel giorno, solo 4 accettavano lo schema come base di discussione; i restanti11 lo respingevano totalmente. I giorni sucessivi continuarono a manifestarsi le due tendenze, prevalentemente quella che si opponeva allo schema come base di discussione.

Davanti a queste reazioni, dove si ascoltava più l'opposizione che l'accettazione dello schema, il 19 novembre il Consiglio di Presidenza decise di consultare i vescovi se conveniva seguire o non la discussione dello schema.Questa votazione risultò non molto grata. I voti che respingevano lo schema non raggiungevano i voti richiesti affinché si ritirasse lo schema. Per norma, la discussione doveva continuare, anche se l'opposizione allo schema era forte. Tuttavia, si lesse un comunicato da parte del Papa Giovanni XXIII che ritirava lo schema e raccomandava l'elaborazione di uno nuovo ad una commissione mista. Nellasua composizione mettevano la Commissione dottrinale, col cardinale Ottaviani come direttore, ed il Segretariato per l'Unione dei Cristiani, diretto dal cardinale Bea i quali rappresentavano, in questo campo, le due tendenze del Concilio: la conservatrice e la progressista. In questo modo Giovanni XXIII ostacolò una discussione vana intorno ad un schema che molti respingevano ed evitò ché il...
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