Giacomo medici

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Giacomo Medici

Cresce in una famiglia intimamente legata agli ambienti democratici, Giacomo Medici (1817 – 1882) fu costretto all’esilio molto giovane, nel1836, insieme al padre. Combatté inSpagna nelle truppe Cristiane che si battevano contro i Carlisti. Si trasferì in seguito a Londra,fuggendo dalla possibile incriminazione per atti di insubordinazione nel 1840 dove conobbe Mazzini, eraggiunse Garibaldi a Montevideo.
Conlui tornò in Italia nel 1848, fu suo collaboratore nella campagna del 1848 in Lombardia, alla guida del battaglione volontari Anzani, nel1849 lo seguì a Roma allatesta della cosiddetta legione Medici. Nel giugno 1849 fu Medici a comandare la disperata resistenza dell’avamposto del Vascello, presso Porta San Pancrazio, dove i suoi volontari arrestarono gliassalti delle truppe francesi.
Sfuggito alla repressione seguita alla caduta della città (4 luglio) si rifugiò in Piemonte. Nel 1859 fu nominato colonnello del Corpo dei Cacciatoridelle Alpi, alcomando del secondo reggimento. Partecipò alla campagna al comando di Garibaldi distinguendosi in particolare alla battaglia di San Fermo, sostenuta pressoché dal suo reggimento (forte di circa 1000uomini) maggio 1859.
Fu il Medici a comandare l’avanguardia di 1800uomini in Valtellina, liberò Bormio e si assicurò il controllo del passo dello Stelvio (luglio 1859). Dopo lo scioglimento delCorpo(settembre 1859) mantenne il grado e l’incarico, ma continuò anche – con il beneplacito di Cavour – ad operare al fianco di Garibaldi. Fu tra gli organizzatori della spedizione dei Mille (a suo nome vennesiglato con la Compagnia Rubattino il contratto di acquisto dei due vapori che trasportarono il primo contingente, pagato con fondi garantiti dal Regno Sardo). Guidò la seconda missione di rinforzoche sbarcò in Sicilia a Luglio, combatté la battaglia di Milazzo, fu lui a trattare la resa della cittadella fortificata di Messina e guidò una delle divisioni di punta nella battaglia di Volturno...
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