La conquista di america

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LA CONQUISTA DELL'AMERICA. IL PROBLEMA DELL'ALTRO
Autore: Todorov Tzvetan
Anno Edizione: 1997
Editore: Einaudi
Pagine: 321
Prezzo: € 15.49
Nel secolo che segue il primo viaggio di Cristoforo Colombo, le regioni dei Caraibi e del Messico sono lo
scenario di avvenimenti fra i più sconvolgenti della storia degli uomini. Todorov ripercorre quelle vicende,
leggendole - attraverso le più famosecronache e relazioni di Cortes, Las Casas, Duran, Sahagun - non
tanto quanto incontro-scontro fra due civiltà, quanto come scoperta e impatto con l'"altro".
DOMANDA: Spesso si dimentica che la scoperta fu innanzitutto conquista, distruzione, sterminio:
manifestazioni terribili di una irrefrenabile avidità di ricchezza. Come può essere accaduto tutto questo?
La passione per la ricchezza che siimpadronisce degli individui a quest'epoca è qualcosa di nuovo. Certo
non è stata inventata nel XVI secolo la sete dell'oro, ma è nel XVI secolo che nasce una nuova mentalità
che potremmo chiamare economica e non più sociale, voglio dire con questo che l'insieme dei rapporti
umani si trova riconducibile a dei rapporti economici. Penso però che sia molto importante considerare
anche unadimensione etica, morale della conquista dell'America; non si tratta solamente del fatto che gli
spagnoli volevano assolutamente arricchirsi, è anche in particolar modo perché non rispettavano quegli
esseri che avevano di fronte, perché li consideravano una specie di sottouomini, e questo è largamente
attestato dalla letteratura dell'epoca, li consideravano come degli esseri intermedi tra le scimmiee
l'uomo. Di conseguenza non c'era nulla di contrario a sterminarli sia direttamente, per impadronirsi della
loro ricchezza, sia indirettamente adoperandoli con dei ritmi di lavoro assolutamente infernali e che gli
indiani non potevano sopportare e che li facevano morire a trent'anni perché non potevano sopportare
che dieci anni di lavoro a quelle condizioni nelle miniere d'oro e d'argento. E'dunque un tipo di
comportamento morale che è indirettamente responsabile di questo risultato spaventoso.
Abbiamo delle testimonianze del XVI secolo, di queste popolazioni che ci rappresentano la loro immagine
degli spagnoli. Sono delle testimonianze estremamente emozionanti, toccanti sul piano estetico ed
emotivo, ma non si può dire che gli aztechi o altri gruppi di indiani abbiano capito glispagnoli. Al
contrario gli spagnoli ed in particolare qualcuno, come Cortés, hanno una notevole conoscenza degli
indiani, di queste popolazioni sconosciute. Tuttavia dopo questa comprensione ci sono comportamenti
diversi ed in effetti gli spagnoli si impadroniscono e poi distruggono. Bisogna dirlo, ricordarlo sempre, che
la conquista dell'America è il più grande genocidio che mai la storiadell'umanità abbia conosciuto perché
sono morte più o meno 70 milioni di persone a seguito di questa intrusione, e questo numero
rappresenta circa il 90% della popolazione del continente americano. E questo vuole dire che, anche
paragonato al grande massacro del XX secolo, c'è qui un triste record.
DOMANDA: Prof. Todorov, Lei ritiene che la scoperta dell'America abbia un signifcato simbolico: lascoperta dell' "altro" o del "diverso" da parte della civiltà europea. Perché ha privilegiato proprio questo
avvenimento storico?
Certamente l'incontro con l' "altro" avviene lungo tutto il corso della storia. I Greci scoprono il loro "altro"
in Asia, incontrando gli Sciti, i Persiani, i barbari. I Romani si scontrano con il loro "altro" nei barbari
venuti dal nord e negli invasori venutidel sud.
Se, però, dovessimo scegliere un avvenimento emblematico, credo che quello più importante per la storia
europea sia la scoperta e la conquista dell'America. In primo luogo per le sue proporzioni quantitative: si
tratta della scoperta dell'altra metà della terra, non di una piccola isola o di una parte interna di un
continente dove non si riusciva ad arrivare; in secondo luogo questo...
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