Las venas abiertas de america

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15 marzo 2005

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Nato ad Arequipa (Peru) nel 1936, Mario Vargas Llosa è considerato uno dei migliori narratori contemporanei.

OCCASIONAL PAPER
Confessioni di un liberale
Di Mario Vargas Llosa

IBL

Autore di articoli, saggi, pièce teatrali, novelle, Vargas Llosa ha affrontato vari generi di narrativa. I suoi libri sono stati tradotti in più di 20 lingue. La sua prima raccolta diracconti brevi, dal titolo Los Jefes, è stata pubblicata nel 1959. Il suo debutto da romanziere è avvenuto nel 1962 con La ciudad Y los perros, opera che ha immediatamente ottenuto un vasto apprezzamento internazionale.
Vargas Llosa tra trascorso numerosi anni in un esilio autoimposto in Europa, alterndandosi tra Parigi, Londra e Barcellona. Ha ricevuto molti premi letterari ed onorificenze in patriae all’estero: nel 1975 è stato nominato membro della Academia Peruana de la Lengua, nel 1976 è stato eletto Presidente del PEN Club International. Nel marzo 1994 viene nominato membro della “Real Academia Española de la Lengua”. Nel 1990 ha concorso come candidato conservatore alle elezioni presidenziali in Peru, vinte da Alberto Fujimori.

Nel gennaio 2005 Mario Vargas Llosa è stato onoratodall’American Enterprise Institute (www.aei.org) con il Premio Irving Kristol, il più alto riconoscimento concesso dal Council of Academic Advisers di questo istituto di ricerca. Lo Irving Kristol Award premia ogni anno gli individui che si sono maggiormente distinti per i contributi intellettuali o concreti al miglioramento delle politiche pubbliche o della società. Quello che segue è il testo dellaconferenza pronunciata da Vargas Llosa il 2 marzo 2005, in occasione della premiazione avvenuta a Washington, DC.
Sono particolarmente grato a tutti coloro che hanno contribuito ad assegnarmi questo premio con la motivazione che intendevano onorare non solo le mie opere letterarie, ma anche le mie idee e opinioni politiche. Se vi dico che questa è per me un’esperienza nuova, potete davverocredermi. Nell’ambiente nel quale sono solito muovermi, ossia in America Latina e in Spagna, quando un individuo o un’istituzione rende omaggio ai miei romanzi o ai miei saggi, di solito aggiunge subito: «sebbene dissentiamo dall’autore», «per quanto non sempre ci troviamo d’accordo con lui» oppure «ciò non significa che accettiamo le sue critiche o le sue opinioni in merito a questioni politiche».Ormai mi ero abituato a questa mia continua raffica di distinguo, alla schizofrenia di una doppia personalità ed è per questo che sono ancora più felice di sentirmi reintegrato grazie al Premio Irving Kristol che, anziché considerarmi ancora una volta sotto una luce schizofrenica, mi vede come un essere unico, come l’uomo che scrive e assieme quyello che pensa. Mi piace pensare che le due attivitàformino un’unica realtà
traduzione di David Perazzoni Istituto Bruno Leoni – Via Bossi 1 – 10144 Torino – Italy Tel.: (+39) 011.070.2087 – Fax: (+39) 011.437.1384 – www.brunoleoni.it – info@brunoleoni.it

inscindibile. Ma adesso, per essere onesto con voi e per cercare di rispondere alla generosità dell’American Enterprise Institute e del Premio Irving Kristol, devo spiegare meglio la mia posizionepolitica. E questa non è cosa facile. Temo che non basti affermare di essere — o forse sarebbe più prudente dire «credo di essere» — un liberale. Già solo questo termine fa nascere qualche complicazione. Come sapete bene, il termine “liberale” ha significati diversi e sovente contrastanti, a seconda di chi lo usi e dove ciò avvenga. Ad esempio, la mia adorata nonna Carmen era solita definireliberale chiunque si comportasse in modo dissoluto, ossia qualcuno che non solo non andasse a Messa, ma per soprammercato parlava male dei preti. Per mia nonna l’archetipo del “liberale” era un nostro leggendario parente che, un bel giorno, nella nostra città natale di Arequipa, uscì di casa dicendo alla moglie di andare in piazza a comprare il giornale e non fece più ritorno. La famiglia non ne seppe...
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