Manchay puytu

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ALESSANDRO FINZI - LUISA SELVAGGINI

Università della Tuscia (Viterbo)

Tra leggenda e romanzo: "Manchay Puytu. El amor que quiso ocultar Dios"

II Manchay Puytu1 è il romanzo che segna la maturità letteraria del boliviano Néstor Taboada Terán. L'opera è stata pubblicata per la prima volta a Buenos Aires nel 1977, quando l'autore si trovava nella capitale argentina dopo essere stato espulsodalla Bolivia dall'allora presidente, il generale Hugo Bánzer Suárez. Il Manchay Puytu ottenne immediato riconoscimento ufficiale con l'attribuzione della "Faja de Honor", conferita dalla Sociedad Argentina de Escritores nel 19782 ed il fatto che, ad oltre vent'anni di distanza, continui ad essere dato alle stampe (nel 1998 si è arrivati alla quinta edizione) testimonia il favore del pubblico ela validità dell'opera. Un significativo successo internazionale, anche se limitato al campo specialistico degli studiosi di letteratura ispanoamericana, ha fatto seguito al premio argentino. Nel 1989 il romanzo è stato tradotto in tedesco3 e recentemente Keith Richards ha pubblicato un consistente saggio sull'opera di Taboada Terán, dedicando due

Néstor Taboada Terán, Manchay Puytu. El amor quequiso ocultar Dios, Cochabamba-La Paz, El Pájaro de Fuego, 1998, (5a ed.). Le citazioni introdotte nel lavoro fanno riferimento a questa edizione. 2 Diccionario Enciclopédico de las Letras de América Latina, Biblioteca Ayacucho - Monte Ávila Editores, Venezuela, 1995, p. 4610. Per ulteriori informazioni bio-bibliografiche sull'autore cfr. la voce Néstor Taboada Terán, a e. di K. Richards, inVerity Smith (ed.), Enciclopedia ofLatin American Literature, LondonChicago, Fitzroy Dearborn Publishers, 1997, pp. 779-781. 3 Néstor Taboada Terán, Die Liebe, die Gott nicht wollte, trad. di R. Klein, Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag, 1989.

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AISPI. Tra leggenda e romanzo: «Manchay Puytu. El amor que quiso ocultar Dios».

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Alessandro Finzi - Luisa Selvaggini

capitoli al ManchayPuytu*. Alberto Villalpando, a sua volta, ha trasformato il testo in una opera musicale5. Il romanzo, che ruota attorno alla tragica storia d'amore tra il sacerdote indio Fray Antonio de la Asunción e la semplice ed istintiva Maria Cusilimay, anch'essa india e sua inserviente, presenta una difficile lettura, principalmente per due ordini di fattori: la lingua e la struttura. L'autore utilizza infattiun linguaggio fortemente marcato dalla presenza di vocaboli, sintagmi e, a volte, intere frasi in quechua, che tuttavia sono quasi sempre precedute o seguite, nel corpo del testo, dalla corrispondente espressione in spagnolo6. L'uso del quechua, o di altre lingue autoctone, è carattere comune ai romanzi dell'area andina e risponde all'esigenza di rappresentare, quanto più verosimilmente possibile,realtà che sono fortemente legate alla cultura e all'organizzazione economica e sociale di questa regione. Si tratta di romanzi di varia natura che costituiscono per lo più vicende di invenzione calate in una ambientazione decisamente realistica del mondo rurale o minerario. Néstor Taboada Terán, che è solidamente radicato nel proprio contesto culturale, trova invece prevalente motivo diispirazione nella tradizione e nel patrimonio storico-letterario del Paese. Nel testo, al quechua, lingua ancestrale, e allo spagnolo, lingua della vita pratica quotidiana, si affianca il latino, lingua della vita spirituale e comunque registro familiare per il protagonista. Infatti, quando Padre Antonio prende coscienza della perdita della donna amata utilizza l'invocazione in latino "O dulcís VirgoMaKeith L. Richards, Lo imaginario mestizo. Aislamiento y dislocación de la visión de Bolivia de Néstor Taboada Terán, La Paz, Plural Editores, 1999. 5 Cfr. Blanca Wiethüchter, La opera boliviana Manchay Puytu, in Néstor Taboada Terán (coord.), Oficio de Coraje, Cochabamba-La Paz, Los Amigos del Libro, 2000, pp. 84-86. La trascrizione del poema quechua realizzata da Jesús Lara è stata anche musicata...
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