Migrazione italiana in romania

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LA MIGRAZIONE ITALIANA IN ROMANIA. ETNOGRAFIA DI UN VILLAGGIO DELLA DOBRUGIA di Andreea Raluca Torre Nota informativa Il presente saggio trae origine da una più ampia ricerca etnografica avente come oggetto l’emigrazione italiana tra la fine del ‘800 e l’inizi del ‘900 in Romania. La ricerca è stata effettuata nell’ambito della tesi di Master dell’autrice in Antropologia Sociale presso laUniversity College of London. Titolo della tesi: : “The Italians in Romania. Ethnography of a village in Dobrogea”.

Introduzione Molti studi sono stati condotti e molto è stato scritto sulla grande emigrazione italiana verso le Americhe, l’Australia e i paesi dell’Europa Occidentale. Molto meno interesse ha suscitato l’emigrazione degli italiani verso l’Europa Orientale. Poco si è scritto, ad esempio,della consistente migrazione di italiani verso la Romania a partire dalla fine del diciannovesimo secolo. Migliaia di famiglie, soprattutto venete e friulane, si stabilirono nella regione della Dobrugia, “dove il clima era benigno e la terra munifica”. Questo lavoro vuole ricostruire la storia di questa migrazione verso “la California romena” attraverso le interviste e le voci dei discendentidegli emigranti arrivati in Romania dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia. La ricerca sul campo si è concentrata a Greci, un villaggio di circa cinquemila abitanti tra le montagne del Măcin, dove decine di famiglie italiane si erano stabilite alla fine del diciannovesimo secolo. I dati etnografici sono stati raccolti usando gli strumenti della metodologia antropologica: interviste semi-strutturate,discussioni informali ed osservazione partecipante di momenti di vita quotidiana. Alcune interviste sono state condotte in gruppo coinvolgendo più partecipanti. Nonostante alcune difficoltà che sono comunemente associate con la pratica dell’intervista di gruppo, come per esempio la necessità di passare dal ruolo di intervistatore a quello di moderatore o la difficoltà di dirigere la discussioneverso tematiche di interesse della ricerca, questo metodo mi ha dato la possibilità di capire meglio eventi relativi alla storia passata della comunità nonché presenti dinamiche tra e all’interno delle comunità del villaggio. Il racconto si dipana lungo due binari, quello della memoria e quello della quotidianità, e interseca vicende presenti e passate della terra d’origine, l’Italia, e di quella didestinazione, la Romania, mettendo così in evidenza la relazione tra il microcosmo della vita di tutti i giorni degli italiani nel villaggio e il macrocosmo delle politiche nazionali in entrambi i paesi. Attraverso testimonianze, racconti e documenti conservati al villaggio e negli archivi dei paesi di provenienza, nel saggio si traccia un percorso che va dall’unità d’Italia e l’acquisizionedella Dobrugia

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da parte della Romania, dagli anni del fascismo – quando al villaggio c’erano preti ed insegnanti che giungevano direttamente dall’Italia e i bambini venivano mandati in colonia “al paese” – all’arrivo al potere dei comunisti in Romania, fino ad arrivare ai nostri giorni, con i giovani che migrano da Greci verso l’Italia per poi ritornare al paese portando un nuovo modello diitalianità e gli anziani che cercano di mantenere viva e trasmettere a chi resta la loro storia di italiani di Romania. La migrazione italiana in Romania L’acquisizione della regione costiera della Dobrugia nel 1878 rappresenta un momento chiave nella vicenda che andremo a raccontare. La regione costiera, che va dalla foce del Danubio fin giù oltre i confini attuali della Bulgaria ed è stata dasempre crocevia di popoli e culture, diventa per la Romania un confine interno, una terra da colonizzare e incorporare nella neonata nazione (Ion Ionescu de la Brad, citato in Iordachi, 2002 : 33). Il processo di colonizzazione richiese una consistente migrazione interna, alla quale si aggregò in una fase successiva, un’altrettanto notevole migrazione dall’estero. Ai nuovi arrivati era data la...
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