Opalka

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ROMAN OPALKA

BIOGRAFIA
Roman Opalka nasce a Abeville, in Francia il 27 agosto1931. Il pittore è originario e vive con la famiglia in Polonia qui, ancora bambino, assiste all’invasione tedesca e alla reclusione in un campo di concentramento.
La sua formazione artistica inizia nel 1949-50 alla Scuola di Belle Arti di Lódz, successivamente, e fino al 1956, si trasferisce a Varsavia dove studiapittura e grafica all´Accademia di Belle Arti.
I suoi primi lavori sono influenzati dalla tendenza neocostruttivista dell’arte polacca, all´inizio degli anni Sessanta, la sua produzione è costituita da oggetti in legno riempiti di materiali diversi (Intégrations).
Pochi anni dopo il suo interesse si sposta verso l'arte concettuale, con le serie Phonèmes e Chronomes, inizia a svilupparecomposizioni monocromatiche in cui un particolare motivo organizza delle sequenze ritmiche. Le opere di Phonèmes sono costituite da strutture tridimensionali fatte di stecche e tela, composte solo da linee orizzontali; nella serie Chronomes, del 1962, Opalka crea dei dipinti astratti, il foglio o la tela sono segnati da una sequenza fittissima di punti, come una scrittura automatica, ossessiva, quasimaniacale, come nota Lara Vinca Masini “i punti riempiono lo spazio bidimensionale come i secondi riempiono lo spazio dei giorni”( L.Vinca Masini, L’arte del Novecento, p.568.). Da questo momento si intravvede lo sviluppo successivo del percorso artistico del pittore: la ricerca si focalizza sul rappresentare l’irreversibilità del tempo, l’obiettivo è rendere visibile il tempo infinito.
Dalpunto di vista storico il progetto Opalka 1965 /1–00, per cui l’artista si è fatto conoscere, è il risultato del vivere in un paese isolato e senza prospettiva di lunga durata ma invece, avviato quando la Polonia era stalinista, è riuscito a superare gli scioperi degli anni Settanta e la resistenza civile nel decennio successivo, fino a vedere, nel 1989, la formazione del primo governo non comunistanel blocco sovietico. Tuttora in corso di realizzazione l’opera, da una lotta contro la morte e segno dell’esistenza, è diventata un compito permanente di pittura, iniziata con il numero uno e continuando tutta la sequenza dei numeri interi, in teoria, si potrebbe estendere all'infinito.
La volontà di eterno di Opalka è dimostrata anche da altre opere, l’artista è anche incisore e nel Tempospazializzato dell’infinito, pubblicato in Italia nel 1995, presenta una serie di acqueforti dove il segno si addensa, in un’accelerazione ‘all’infinito’, verso il centro (Adam et Eva, 1968; Vers le soleil, 1969); oppure sollecita immagini cosmiche o di paesaggi sognati (La Terre, 1969; Métempsychose, 1970). In questo libro lo stesso Opalka scrive: “Si apre nell’arte una dinamica nuova, dove alla‘continuazione’ non è possibile pensare di fare mai seguire la parola ‘fine’. Il concetto viene vissuto e confermato attraverso la sua realizzazione nello spazio-tempo, nel quale l’artista materializza un lungo ‘sacrificio razionale’ prova del proprio ‘sacrificio di pittore’”( L. Kaiser, Roman Opalka: il tempo spazzializzato dell’infinito, Genova Masnata 1995).
Le tele di Opalka sono state presentatein numerose mostre personali e rassegne, fra le quali la XLV e la XLVI Esposizione Internazionale d´Arte della Biennale di Venezia. In Francia, dove Opalka vive e lavora, alcuni dei suoi Dettagli sono entrati a far parte della collezione permanente del Museo Nazionale d´Arte Moderna di Parigi.

Opalka 1965 /1 – 00 e la poetica
Nel 1965 Opalka decide di scrivere i numeri dall’uno all’infinito.Dal primo quadro, con un ritmo di circa dieci opere l´anno, l’artista ha continuato a realizzare tele, riuscendo a creare un’opera monumentale che oltrepassa i confini della pittura, per arrivare quasi ad una performance della propria vita che unisce caratteristiche dell’arte concettuale e della poesia concreta. Le tele di questo progetto, chiamate dall’artista Dettagli, hanno tutte la stessa...
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