Piciu

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BERLUSCONEIDE Considerazioni storiche e politiche dopo la caduta di Berlusconi
1. Una premessa. Scrivo queste considerazioni su esplicito invito di amici, francesi e greci, interessati ad avere una mia analisi strutturale, e non solo pettegola o episodica, sulla caduta di Berlusconi. Caduta certo non ancora formalizzata, ma io credo irreversibile. Ed irreversibile non certamente perché causatada tre fattori a mio avviso poco rilevanti (ceto politico professionale ex-comunista ed ex-cattolico democristiano, circo mediatico asservito alle strategie oligarchiche del grande capitalismo finanziario globalizzato, magistratura politicizzata anti-berlusconiana). Poco rilevanti sono stati anche gli scandali, le prostitute, i sorrisini di Merkel e Sarkozy, e tutto il ciarpame sollevato daquell’autentico scandalo culturale e giornalistico chiamato “La Repubblica”, incrocio fra la componente borghese laica exazionista e la componente “picista”, che con tutta la mia buona volontà non intendo connotare con il glorioso anche se discusso nome di “comunista”. Partirò quindi da un fattore tutto sommato secondario come il berlusconismo, ma arriverò presto al vero ed unico problema storico che cista dietro, l'adeguamento e poi la sparizione del modello europeo di capitalismo verso un unico modello anglosassone di capitalismo totale. Prego il lettore di prestare attenzione a questa tesi finale, perché tutto quanto c‘è prima è solo gli “antipasti”, le “tapas” per dirla in spagnolo. 2. Il giorno 5 novembre 2011 il Canale La Sette ha trasmesso in prima serata, modificando la programmazioneprevista, un film su Berlusconi intitolato BERLUSCONI FOREVER. Si tratta di una sintesi del come per circa vent'anni l’intera classe dirigente italiana ed i suoi intellettuali, dall’italianista Asor Rosa al comico Benigni hanno visto Berlusconi. Ecco perché conviene partire da lì. In sintesi, evidenzierei quattro temi in ordine di importanza: (1) Berlusconi appare come un megalomane in preda ad uncompulsivo delirio di onnipotenza patologica, una sorta di piazzista e di venditore di tappeti levantino autoreferenziale, che crede che la propria “verità” sia anche l’unica verità. Il riferimento è al vecchio giornalista vate della borghesia italiana, Indro Montanelli, esempio di passaggio e di “riciclaggio” in tempo reale dal fascismo al regime dopo il 1945. Non a caso il suo successore, ilsionista fanatico Travaglio, è diventato per un

ventennio l'idolo della sinistra anti-berlusconiana. (2) Berlusconi appare come il portatore dei difetti atavici degli italiani, primo dei quali sarebbe la sostituzione della furbizia all’intelligenza. Il suo “successo” (qui si ripete l’interpretazione di Piero Gobetti sulle ragioni del successo di Mussolini) appare dovuto proprio al fatto che haincarnato la parte peggiore della tradizione antropologicosociale italiana. (3) Viene continuamente suggerito un fatto non provato, ma dato assolutamente per scontato dall'italiano medio di “sinistra”, il fatto che Berlusconi abbia fondato il suo impero economico, prima da costruttore e poi da magnate dei media, riciclando alla grande denaro di provenienza mafiosa. Ma il piazzista è ora diventatoinaffidabile. Il piazzista non può per venti anni dare “bidoni”. (4) Berlusconi appare portatore della vecchia ipocrisia cattolica italiana. Da un lato puttaniere impenitente, adultero manifesto, laido organizzatore di festini con adolescenti ambiziose, e dall'altro cattolico fervente che faceva la comunione tutte le domeniche. Potremo continuare ma è chiaro che un simile personaggio da commediadell'arte è troppo ghiotto per non attirare l'attenzione di quella che è stata battezzata “opinione pubblica”, la cui completa sparizione era stata peraltro diagnosticata da Habermas quando era ancora sotto il controllo di Adorno. Tutto questo, ovviamente, è vero, non mi sogno assolutamente di negarlo. Ritengo però che sia solo la superficie, e si è detto che la “scienza” sarebbe inutile se la...
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