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S a n
I N C O N

F e d e l e
T R I

FONDAZIONE CULTURALE SAN FEDELE P.za San Fedele, 4 - 20121 Milano www.sanfedele.net Copia omaggio SanFedele

annoquattordici numeronovantasette

GENNAIO-FEBBRAIO 2008

POSTE ITALIANE s.p.a. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB MILANO

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sommario4 5 6

L’argine debole della legalità e l’illusione di essere immortali
A fine gennaio, ci troviamo – com’è ormai consuetudine – a riflettere sui temi della giustizia: «Rapina senza scasso. Crimini economici: itinerari di potere e di responsabilità» è il titolo che abbiamo dato al convegno di sabato 26 gennaio 2008. Dopo l’interrogativo sulla pena in vista di un auspicabile allontanamentodalla logica meramente retributiva (2004); dopo le incursioni nella condizione giovanile divisa tra paure e ansie di vita (2005); dopo l’incontro delicatissimo con le vittime e la ‘fabbrica di pace’ che il dolore può dischiudere (2006); dopo il male ‘banale’ dei cosiddetti ‘crimini dell’obbedienza’ e delle violenze collettive (2007), la materia della criminalità economica - o dei ‘crimini deicolletti bianchi’ per prendere in prestito la nota ed efficace espressione di Edwin Sutherland, tanto pervasiva nelle società tardo moderne non poteva essere certo elusa o trascurata. Prendete nota, per cortesia, di alcuni pensieri e parole-chiave. Sono semplici indicatori per segnare e rendere riconoscibile un percorso che si configura ben presto come labirintico e complicato. 1. Prima parola: ‘criminedei colletti bianchi’. Fenomeno criminale con caratteri molto propri e, a sondarli bene, davvero inquietanti: è massivo e diffuso, eppure non solleva (di regola) le medesime domande di penalità che riesce a provocare il crimine comune; è grave e dannoso per la società e le istituzioni democratiche, eppure non pare generare le paure e le pretese di sicurezza che riesce a innescare il crimine distrada; è transnazionale e non di rado connesso o asservito alle più terribili organizzazioni criminali del mondo (si pensi alle tante piste di riciclaggio del danaro sporco), eppure solo di recente la comunità internazionale ha deciso di occuparsene (ancorché in modo ancora troppo limitato e marginale). 2. Seconda parola: ‘privilegio degli affari’. Esiste un ‘privilegio degli affari’ anche inmateria di legge e di ‘criminalizzazione’ : a guardar bene, si notano ambigue selezioni. Sutherland metteva in guardia dal “privilegio degli affari”, vale a dire da quella influenza che il potere economico esercita persino sul legislatore riuscendo a incidere sui processi decisionali in sede politica e quindi sulle scelte normative, così da assicurare ai ‘colletti bianchi’ o l’impunità o, in subordine,almeno un diritto penale particolarmente mite, soprattutto se confrontato con le aspre e retribuzionistiche sanzioni riservate ai cosiddetti crimes in the streets. 3. Terza parola, molto legata al privilegio degli affari: il campo oscuro (cioè la ‘quota’ di crimini commessi ma non scoperti) è vastissimo per varie e differenti ragioni. Ad esempio: gli illeciti in questione accadono per lo più inluoghi perfettamente leciti, ‘bianchi’ (anch’essi!) e generalmente privati (uffici di una banca o di una società commerciale); non è facile distinguere (anche per gli inquirenti) la singola condotta conforme alla legge da una analoga illecita; è estremamente bassa la propensione alla denuncia da parte delle vittime. 4. Quarta parola: vittima diffusa o sfumata. Gli illeciti economico amministrativicolpiscono la collettività in modo per lo più indifferenziato, tanto che si parla tecnicamente di reati a vittima diffusa o sfumata. La caduta ‘a pioggia’ sull’intera
DIRETTORE RESPONSABILE Guido Bertagna S.I. REDAZIONE Andrea Dall’Asta S.I., Simone Saibene HANNO COLLABORATO Sylvie Vigorelli, Luca Frigerio, Gigliola Foschi, Stefano Gnasso, Claudia Mazzucato, Francesco Tedeschi, Marco Manzoni...
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