Watchman dal fumetto al film

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Watchmen una traduzione intersemiotica.

Indice:

- Un curioso caso di passi indietro pg. 2

- Le origini dei controllori, un caso di paternità multipla pg. 5

- Un gioiello di orologio pg. 7

- Un'architettura per un gioiello pg. 10

- Una traduzione intersemiotica pg. 13

Un curioso caso di passi indietro

Fare una trasposizione – una traduzioneintersemiotica – di un fumetto complesso come Watchmen (uscita a cadenza mensile suddiviso per capitoli: DC Comics, 1986-1987) è una sfida difficile da accettare. L'idea di realizzare una riduzione di Watchmen compare fin dalla sua prima uscita cartacea negli anni ottanta. Subito viene proposta a Moore la realizzazione della sceneggiatura, ma rifiuterà. Nonostante questo la volontà di produrre un filmdall'opera rimane e si procede senza l'apporto creativo dell'autore[1] che, a processo produttivo iniziato, dichiarerà di aver firmato una deliberatoria in cui rinuncia ai proventi del film ottenendo l'eliminazione del suo nome dai titoli di testa: «Glielo rispedii firmato, il che significa che ora non ho più niente a che fare con il film. Sono semplicemente disinteressato a esso.[2]». Andando averificare nei titoli di testa, che per la scelta della loro composizione saranno successivamente oggetto di analisi, troviamo conferma che il desiderio espresso da Moore di distanziarsi dal prodotto cinematografico è stato esaudito. Leggiamo nei titoli di testa «Based on the graphic novel co-created ad illustrated by Dave Gibbons and publisched by DC Comics»; nessun accenno ad Alan Moore, solo unfumoso “creato insieme a” e un unica presenza, un solo nome, quello di Dave Gibbons ad essere accreditato nei titoli di testa. Gibbons è stato, in definitiva, l'unico ad aver avuto un ruolo attivo nella realizzazione del film accettando l'offerta del regista Zack Snyder, di realizzare un poster pubblicitario, dove vediamo un uomo (il Comico) mentre cade giù dalla finestra di un grattacielo seguitoda uno smiley, macchiato da una goccia di sangue – vera icona del fumetto. Ma Gibbons non si limita a questo e assiste alle fasi di lavorazione, oltre a beneficiare dei diritti d'autore[3]. Due atteggiamenti molto diversi quelli di Moore e Gibbons, anche se Moore non è stato l'unico a prendere le distanze dalla realizzazione di un film basato sulla storia dei Watchmen. Sulla pagina dedicata alfilm del sito “The Internet Movie Database” è possibile leggere:

The studio then had Sam Hamm write a script. Terry Gilliam considered directing this film as early as 1989, but after several rewrites assisted by Charles McKeown, decided the material unfilmable except as a 5-hour miniseries at a cost of $1,000,000 per page [...]. Michael Bay was considered as director in 2003. In 2004the rights had been sold to Paramount, where Paul Greengrass planned a loose adaptation set in the present
day. Warner Brothers soon reacquired the rights for Darren Aronofsky who also wanted a present-day setting, replacing Vietnam with Iraq and terrorism. Uncomfortable with that, Warner hired Zack Snyder of 300 (2006) fame[4].

Questa difficile situazione operativa desta una certacuriosità per il neofita del fumetto – specialmente se si pensa al notevole successo di pubblico, quindi ai notevoli incassi, che si è andato registrando per prodotti cinematografici derivati dai Comics; la cosa suscita forse una certa ilarità tra i lettori dell'opera di Alan Moore: qualunque appassionato di fumetti sa di trovarsi di fronte ad un'opera immensa per la stratificazione di senso e simboliche mette in azione.
Oltre ad aver vinto nel 1988 agli “Hugo Award” – premio annuale dedicato ai romanzi di fantascienza – nella categoria “Other Forms”, nel 2005 il Time ha incluso Watchmen nell'elenco dei cento romanzi più importanti di lingua inglese dal 1923 ad oggi, nello stesso 2005 la DC Comics ha pubblicato sulla collana Absolute edition, inaugurata tre anni prima, una nuova edizione...
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