L’ occidente e le isole del pacifico

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Corso di Laurea Specialistica in “Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici Mediterranei”

ELABORATO PER IL CORSO DI STORIA DELLA CULTURA POLITICA E ORGANIZZATIVA

L’ OCCIDENTE E LE ISOLE DEL PACIFICO
( SAMOA, PAPUA OCCIDENTALE E THAITI)
STORIA DI UN CONFRONTO DIALETTICO
TRA ETNOCENTRISMO, SHOCK CULTURALE E RELATIVISMO

DOCENTE TITOLAREDEL MODULO STUDENTE

PROF. MAURO LENCI BLANCA RODRIGUEZ 2° ANNO SPECIALISTICA

ANNO ACCADEMICO 2009/2010
INDICE

INTRODUZIONE…………………………………………………………………………………pp.3-5
CAPITOLO I TUIAVII DI TIAVEA L’OCCIDENTE DELPAPALAGI COME UNA FALSA CHIMERA……………………………………………………………………………………………………………PP- 6-8
I.I TRA CONFRONTO DIALETTICO E DIFESA IDENTITARIA…………………………………pp.6-8
CAPITOLO II SABINE KUEGLER DA STRANIERA NELLA PROPRIA NAZIONE A DONNA TRA DUE CULTURE…………………………………………………………………………………………….………pp.8-10
II.I L’OCCIDENTE COME CAUSA DI SHOCK CULTURALE………………………………………PP.8-10 CAPITOLO III LOUIS ANTOINE DE BOUGAINVILLEL’OCCIDENTE COME PARADIGMA DELL’ETNOCENTRISMO…………………………………………………………………………………….PP. 10-14
III.I CONQUISTE COLONIALI MASCHERATE DA SUGGESTIONI MITICA………………pp.10-14
CONCLUSIONI………………………………………………………………………………………………..pp.15-16
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA…………………………..……………………………………….p.17

INTRODUZIONE

Il presente lavoro si pone come obiettivo quello di analizzare brevemente, attraverso alcuni esempisignificativi, tratti da saggi, romanzi e diari di viaggio[1], l’impatto che la civiltà occidentale, portatrice di determinati valori e di una determinata cultura, ha avuto presso alcune popolazioni del Pacifico, tra cui gli abitanti di Tiavea, un’isola dell’arcipelago delle Samoa, i Fayu, una tribù della Papua Occidentale, la cui scoperta risale soltanto ai primi anni ottanta del secolo scorso, equelli dell’isola di Thaiti.
Ad essere preso in esame, però, non sarà soltanto il modo in cui gli oriundi di queste isole hanno recepito la civiltà europea, ma anche la maniera in cui il vecchio continente attraverso l’incontro con gli autoctoni, il più delle volte non privo di conseguenze nefaste per questi ultimi, si è rapportato al cosiddetto “altro da se”, a volte, come vedremo, in terminimeramente etnocentrici, altre volte, invece, privilegiando l’elemento del confronto e del dialogo interculturale, si è perfino attestato su posizioni estremamente relativiste[2].
Tale confronto dialettico fra Occidente civilizzato, ed isole del Pacifico, per certi versi ancora avvolte in quello che Rousseau definiva l’etat de nature, si snoda, nella presente analisi, attraverso tre esperienze di vitareale, vissute da uomini e donne appartenenti a epoche e culture e differenti, ma che di fronte all’ elemento “altro”, sia che esso sia rappresentato dalla cultura e dalla civiltà europea, sia che esso sia costituito da una cultura e da una civiltà per certi versi primitiva ed ancora ferma all’età della pietra, reagiscono sempre mediante le medesime dinamiche, fatte di curiosità, paura,interscambio e prevaricazione etnocentrica.
Le esperienze umane che prenderemo in esame nel presente lavoro sono nell’ordine: quella di Tuiavii, un saggio capo indigeno delle isole Samoa, il quale agli inizi del secolo scorso, compì un viaggio in Europa, venendo in questo modo a contatto con gli usi ed i costumi del papalagi, l’uomo bianco, traendo da questo evento delle personalissime, ma assai acuteimpressioni, che gli servirono come monito per mettere in guardia la sua gente dal fascino pericoloso e perverso dell’Occidente. In questo caso, quindi, a prevalere in Tuiavii e la sua gente, è un atteggiamento di estrema paura e circospezione nei confronti del “diverso” rappresentato dal papalagi.
La seconda esperienza che prenderemo in esame, è invece, è quella di una giovane donna del nostro...
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