L’america latina nel sistema internazionale: i rapporti interamericani e le relazioni con l’europa

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  • Publicado : 28 de junio de 2010
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L’America Latina nel sistema internazionale: i rapporti interamericani e le relazioni con l’Europa

La portata con cui l’imperialismo europeo e quello statunitense penetrarono nelle aree latinoamericane a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha a lungo spinto la pubblicistica e una larga parte della storiografia a considerare i Paesi dell’America Latina Stati di nuova indipendenza. Inrealtà, ad eccezione di Cuba – che riuscì a rendersi indipendente solo nel 1898 – la maggior parte dei Paesi sudamericani sorse prima di molti Stati unitari europei: prima ancora che Italia e Germania realizzassero il processo unitario, ad esempio, le élites latinoamericane avevano già captato il messaggio della rivoluzione borghese d’inizio Ottocento, inalberando prontamente il vessillodell’indipendenza dalla Spagna.
Ai fini d’una corretta valutazione sull’orientamento internazionale dei Paesi latinoamericani, la rettifica all’errore d’approssimazione con cui la pubblicistica ha affrontato il tema dell’indipendenza latinoamericana, appare particolarmente rilevante. Solo in seguito al conseguimento dell’indipendenza, infatti, molti Stati sudamericani poterono sperimentare l’utilizzodegli strumenti messi a disposizione dal sistema internazionale. Benché l’affrancamento dalla madrepatria spagnola non si tradusse nella nascita di veri e propri Stati-nazione – quasi tutti i Paesi furono segnati dalla mancata integrazione etnica e sociale – la diplomazia, il rispetto del diritto internazionale e la modernizzazione economica – perseguita allo scopo di ottenere maggiori risorse perprofessionalizzare gli eserciti e dotarli di migliori armamenti – apparvero comunque, fin da subito, come mezzi capaci di agevolare l’affermazione della propria sovranità e di evitare la ricolonizzazione da parte dei Paesi europei.
La tempestiva apertura agli strumenti diplomatici, tuttavia, non funse da stimolo ad una internazionalizzazione dei rapporti, tanto che, dal periodo deilibertadores fino alla vigilia della prima guerra mondiale, la partecipazione dei Paesi latinoamericani al consesso internazionale rimase improntata ad un atteggiamento di cauto coinvolgimento.
Di contro, i governi dell’America Latina iniziarono a testare timide ma importanti forme di collaborazione all’interno del subcontinente. Un primo stimolo, in tal senso, si ebbe all’indomani della guerraispano-americana del 1898, quando, con l’entrata degli Stati Uniti nel Golfo dei Caraibi e la successiva rielaborazione della dottrina Monroe, s’impose la necessità di promuovere rapporti multilaterali per contenere il nascente espansionismo statunitense. Le prime significative forme di cooperazione tra i governi latinoamericani vennero inaugurate, di fatto, con le conferenze interamericane di Cittàdel Messico nel 1901, di Rio de Janeiro nel 1906 e di Buenos Aires nel 1910. Durante le stesse conferenze, gli Stati latinoamericani firmarono importanti accordi commerciali, si opposero all’interpretazione della dottrina Monroe data dal presidente Theodore Roosevelt, che consentiva agli Stati Uniti di intervenire, anche militarmente, nelle aree centrali e meridionali del continente, e dimostraronod’aver recepito a pieno alcuni strumenti diplomatici, ricorrendo spesso, ad esempio, all’istituto dell’arbitrato per cercare di risolvere i conflitti di frontiera.
La separazione degli Stati latinoamericani dallo scenario internazionale si accentuò all’indomani della Grande Guerra. Durante il conflitto vi erano stati significativi segnali di apertura, tanto che alcuni Paesi sudcontinentaliavevano aderito all’Intesa contro gli Imperi centrali. Dopo la guerra però, la permanente concezione di un ordine internazionale gerarchico spinse le potenze secondarie – tra cui i Paesi dell’America del sud che sentivano fortemente minacciata la propria sovranità – a riadottare politiche di cauto coinvolgimento. Su una maggiore partecipazione internazionale, peraltro, cominciarono a pesare...
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