Catullo

Páginas: 10 (2408 palabras) Publicado: 17 de febrero de 2013
Gaio Valerio Catullo
Sirmione, Busto di Catullo
Gaio Valerio Catullo (in latino: Gaius Valerius Catullus; Verona, 84 a.C. – Roma, 54 a.C.) fu un poeta romano.
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Biografia
Gaio Valerio Catullo nacque a Verona nella Gallia Cisalpina. San Girolamo pone l'87 a.C. ed il 57 a.C. rispettivamente come data di nascita e di morte e specifica che appunto egli morì a trent'anni.Tuttavia, dato che nei suoi carmi vengono accennati avvenimenti che riportano all'anno 55 a.C., si è maggiormente propensi ritenere che egli sia nato nell'84 e morto nel 54 a.C. Apparteneva ad una famiglia agiata e ben nota: stando a quanto dice Svetonio (Vita di Cesare,73), il padre ospitò Q. Metello Celere e Giulio Cesare in casa propria al tempo del loro proconsolato in Gallia. Trasferitosinella Capitale si suppone intorno al 61-60 a.C., cominciò a frequentare ambienti politici, intellettuali e mondani, conobbe personaggi influenti e conosciuti dell'epoca, come Quinto Ortensio Ortalo, Gaio Memmio, Cornelio Nepote, ed Asinio Pollione,infine ebbe contatti ostili con Cesare e Cicerone; con una stretta cerchia d'amici letterati, quali Licinio Calvo ed Elvio Cinna fondò un circoloprivato e solidale per stile di vita e tendenze letterarie. Durante il suo soggiorno prolungato a Roma ebbe una relazione travagliata con la sorella del tribuno Clodio, tale Clodia[1] soprannominata nei carmi con lo pseudonimo Lesbia. Da alcuni suoi carmi, emerge che il poeta ebbe anche un'altra relazione, con un giovinetto di nome Giovenzio . Catullo si allontanò varie volte da Roma pertrascorrere del tempo nella sua villa a Sirmione, sul lago di Garda, luogo da lui particolarmente apprezzato e celebrato per il suo fascino ameno. Nel 57-56 a.C. fece parte della cohors praetoria, accompagnò Gaio Memmio in Bitinia e in quella circostanza andò a visitare la tomba del fratello sita nella Troade. Quel viaggio non recò alcun beneficio al poeta che ritornò senza guadagni economici né lalontananza riuscì a fargli riacquistare la serenità perduta a causa dell'incostanza e l'indifferenza di Lesbia nei suoi confronti. Catullo non partecipò mai attivamente alla vita politica, anzi voleva fare della sua poesia un ludus fra amici, una poesia leggera e lontana dagli ideali politici tanto osannati dai letterati del tempo (a riguardo si veda il carme: "Nil nimium studeo, Caesar, tibivelle placere / nec scire utrum sis albus an ater homo" "Non mi interessa affatto piacerti, Cesare, né sapere se tu sia bianco o nero"). Tuttavia seguì la formazione del primo triumvirato, i casi violenti della guerra condotta da Cesare in Gallia e Britannia (si vedano i Carmi 11 e 29: "Caesaris visens monimenta magni,/ Gallicum Rhenum horribile aequor/ ultimosque Britannos...", "quod ComataGallia/ habebat uncti et ultima Britannia?"), i tumulti fomentati da Clodio comandante dei populares, fratello della sua celebre amante Lesbia ed acerrimo nemico di Marco Tullio Cicerone, che verrà da lui spedito in esilio nel 58 a.C. ma poi richiamato, i patti di Lucca ed il secondo consolato di Pompeo. Una nota da sottolineare è il Carme 52, dove, per usare le parole di Alfonso Traina, "ildisprezzo della vita politica si fa disprezzo per la vita stessa":
|(LA) |(IT) |
|« Quid est, Catulle? quid moraris emori? |« Che c'è, Catullo? Che aspetti a morire? |
|sella in curuli struma Nonius sedet,|Sulla sedia curule siede Nonio lo scrofoloso, |
|per consulatum peierat Vatinius: |per il consolato spergiura Vatinio: |
|quid est, Catulle? quid moraris emori? » |che c'è, Catullo? Che aspetti a morire? » |
|(Carme 52)...
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