Obblighi ittiogenici

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METODO DI CALCOLO PER GLI OBBLIGHI ITTIOGENICI

“L’acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale”.[1].

In questi mesi è stata effettuata un’indagine conoscitiva intesa a confrontare i differenti criteri di computo degli Obblighi Ittiogenici in vigore in alcune Regioniitaliane, per arrivare in tal modo a delineare una proposta di metodo quantitativo qualitativo da applicare nella nostra Regione per il calcolo degli O.I.[2].

Con stupore abbiamo constatato uno scenario altamente diversificato che ha come comune denominatore la non uniformità nella quantificazione dell’O.I.. Si riscontra infatti nell’applicazione dell’O.I. l’utilizzo di parametri diversi daRegione a Regione con conseguenti differenze, anche significative nel costo finale, quando non addirittura la totale mancanza di applicazione dell’obbligo stesso.

A seguire, una breve rassegna della situazione in alcune Regioni Italiane.

La Regione Valle d’Aosta ha adottato con Delibera del Consiglio Regionale n. 1193/X del 22/02/95 dei criteri tecnico-ambientali per l’esame delle domande diconcessione e sub-concessione di derivazione d’acqua, tenendo conto del DMV.

La Legge Regionale 11/08/76, n.34 e succ. mod. che regola “Nuovi provvedimenti in materia di pesca e nel funzionamento del Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta” (allegato 1), dà le competenze in materia al Consorzio Regionale Pesca della Valle D’Aosta. Gli obblighiittiogenici non sono regolamentati da alcuna normativa specifica. In sede di visita locale d’istruttoria il Consorzio Regionale Pesca della Valle D’Aosta stabilisce un contributo in denaro (assoggettato annualmente a adeguamento ISTAT) da inserire nei disciplinari, non prescrivendosi semine per ripopolamento. Tale contributo è destinato ad essere impiegato nella produzione di materiale itticopregiato come la trota marmorata, prodotta nell’unico impianto di produzione – lo Stabilimento Ittiogenico Regionale di Morgex – La Salle. Le immissioni di uova, avannotti e /o trotelle di marmorata sono effettuate direttamente dal Consorzio Regionale Pesca della Valle D’Aosta, secondo le indicazioni fornite dalla Carta Ittica. L’obbligo si fa adempiere soltanto alle grandi derivazioni idriche .[3]Per la Regione Piemonte viene resa obbligatoria la determinazione del DMV dal D.G.R. n. 74 – 45166 del 26/04/95. La L.R. 18/02/1981, n. 7 relativa a “ Norme per la tutela e l’incremento del patrimonio ittico e per l’esercizio della pesca nelle acque della Regione Piemonte” (allegato 2), non prevede prescrizioni particolari per quanto riguarda le derivazioni idriche, delegando ad ogni provincia lecompetenze in materia.

Vengono prescritte le opere necessarie nell’interesse della pesca, come previsto dall’art.10 del RD 1931 n.1604 (scala di rimonta, piani inclinati, griglie all’imboccatura dei canali di presa, ecc.).

La provincia di Torino, dall’entrata in vigore della L.R. 18/02/1981, n. 7 non prescrive più l’O.I.. Al momento soltanto le derivazioni idriche ad uso idroelettrico condisciplinari stipulati negli anni 50 e 60 osservano le prescrizioni stabilite a suo tempo. Prima degli anni 80 si assisteva ad immissioni indiscriminate di materiale ittico per conto dei concessionari con ricadute negative sulla salvaguardia della fauna ittica. Attualmente si intende stipulare una convenzione con ogni concessionario, dove verrà chiesto un contributo monetario. Si precisa che vengonoassoggettate ad O.I. soltanto le derivazioni ad uso idroelettrico, escludendo altri usi come quelli irrigui, potabili ecc. Gli interventi ricadranno direttamente sugli incubatoi di valle, gestiti direttamente dai pescatori. In questo modo si effettueranno semine mirate che tuteleranno le popolazioni ittiche autoctone.[4]

La Regione Lombardia con Legge Regionale 30 /07/ 2001, n.12 (allegato 3)...
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