Eugene delacroix

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EUGENE DELACROIX

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Nacque a Charenton-Saint-Maurice (Parigi) il 26 aprile 1798. Legalmente suo padre era Charles Delacroix, ministro degli Esteri sotto il Direttorio; ma per molti era ritenuto figlio invece di Charles Talleyrand, uno più importanti e potenti uomini di stato del periodo.
Eugène era un bambino irrequieto e ribelle, fu mandato a studiare al Liceo Imperiale, dove si fecenotare per la sua naturale predisposizione verso la letteratura e l’arte, vincendo premi per il disegno e lo studio dei classici. Forse fu indirizzato all’arte da sua madre Victoire Oeben, ma la sua vera passione nacque in Normandia durante una vacanza estiva, quando lo zio pittore lo incoraggiò a disegnare.
Nel 1805 muore il padre, qualche anno dopo, 1814, anche la madre muore e quindi Delacroixsi trasferisce dalla sorella maggiore che però dovette affrontare ben presto gravi problemi economici. Per questo motivo Eugène decide di dedicarsi completamente all’arte e nel 1815 entra nello studio di Pierre-Narcise Guérin (1744-1833), uno dei maggiori pittori dello stile neoclassico tanto di moda in quegli anni.
Nel 1816 Delacroix entrò all’École des Beaux-Arts, dove Guérin aveva una cattedrae qui ricevette un insegnamento accademico tradizionale. Questi studi lo aiutarono a plasmare la sua tecnica, ma non furono determinanti per il suo sviluppo futuro. Le vere fonti d’ispirazione gli vennero dal Louvre e da due dei suoi compagni, Géricault e Bonington. Nel 1818 posa per una figura della “Zattera della Medusa” di Géricault e ne resta profondamente influenzato.
Nel 1824 presenta unsuo quadro, “Il massacro di Scio”, al Salon che raffigura l’atrocità della guerra d’Indipendenza greca.
Alcuni critici furono attratti dal suo vigore, mentre altri ritennero che l’artista indugiasse troppo sulla brutalità del soggetto. I parigini, nel luglio 1830, insorsero iniziando la rivolta per le strade per costringere il re Carlo X ad abdicare. Il pittore non partecipò direttamente allalotta, ma, simpatizzando coi ribelli, commemorò la battaglia con il dipinto “La libertà che guida il popolo”, presentato al Salon nel 1831 ed accolto con grandi lodi (venne acquistato dal governo). Nel 1832 prende parte ad una visita di Stato in Marocco, durante il viaggio prese appunti copiosi e riempì molti quaderni di schizzi con disegni di vita quotidiana locale che gli diedero idee ed ispirazioniper il resto dei suoi giorni. Tornato in Francia cominciò a ricevere commissioni dal governo per grandi murali e per soffitti di edifici pubblici, lavori che rappresentavano il massimo traguardo raggiungibile per un pittore dell’epoca. Le commissione erano lucrative e prestigiose e segnalavano che il pittore aveva raggiunto l’apice della sua professione. Viene colpito da una grave malattia allagola che lo costrinse a letto (1835), questa malattia si ripresenterà con regolarità sempre maggiore per tutta la vita. Negli anni Cinquanta, cominciò a raccogliere i frutti di una lunga carriera di successo: nel 1851, entrò nel Consiglio di Parigi e, quattro anni dopo, fu nominato comandate della Legion D’Onore; nel 1855 in suoi quadri vennero esposti all’Éxposition Universelle di Parigi. Il 13agosto 1863 muore a Parigi per una ricaduta della malattia alla gola.

VITA ARTISTICA
All’inizio della carriera le figure create da Delacroix erano molto convenzionali, con grandi gesti e pose che richiamavano la statuaria antica o gli antichi maestri, e i critici ne lodavano la qualità; tuttavia attaccavano altri aspetti del suo lavoro, come, ad esempio, la grande enfasi data alla figura , daloro ritenuta una lacuna del suo stile. I dipinti orientaleggianti ed i disegni con soggetti del Medio ed Estremo Oriente erano molto in voga nella prima metà dell’Ottocento. Le esperienze fatte dal pittore durante il viaggio in Africa del Nord lo avvantaggiarono sulla maggior parte degli orientalisti e lasciarono una profonda impronta sul suo stile. Delacroix eseguì una serie di nature morte alla...
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