Nos has hecho para ti

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TU CHE CI HAI FATTI PER TE
CI DONI LA GIOIA DI LODARTI;
E IL CUORE NON TROVA PACE
FINO A QUANDO NON RIPOSA IN TE.
(S. Agostino, CONFESSIONI)

Ho voluto incominciare il nostro monologo proprio con le parole di cui ti avevo parlato già una volta. Ti chiedo scusa se vado avanti con dei discorsi che non so quanto ti va di sentire o meno, ma lo faccio in fedeltà alla mia promessa di pregare perte e poi anche per la responsabilità morale che ho per il semplice fatto di conoscerti (di sapere qualche cosa in più di te), di aver percorso insieme un pezzo, anche se piccolo, di strada.
“Come bisogna interpretare che Dio Onnisciente dica ad Adamo: «Dove sei?». “Credete voi - rispose il Rav - che la Scrittura è eterna e che abbraccia tutti i tempi, tutte le generazioni e tutti gliindividui?”. “Sì, lo credo”, disse. “Ebbene - riprese lo zaddik - in ogni tempo Dio interpella ogni uomo: ‘Dove sei nel tuo mondo? Dei giorni e degli anni a te assegnati ne sono già trascorsi molti: nel frattempo tu fin dove sei arrivato nel tuo mondo?’. Dio dice per esempio: ‘Ecco, sono già quarantasei (trentatre) anni che sei in vita. Dove ti trovi?’”.
(Martin Buber, I CAMMINI DELL’UOMO)

Tutti ad uncerto punto della nostra vita abbiamo l’obbligo di farci e di rispondere proprio a questa domanda. Dio ha un progetto d’Amore per ogni ognuno di noi, e si tratta di un progetto personale, dove nessun altro può rispondere per me e meno ancora sostituirmi. Perciò quello che io dovrei fare soltanto io potrò realizzarlo altrimenti rimarrà incompiuto per sempre,... ed io perennemente insoddisfatto,perennemente scontento, sempre triste … S. Agostino lo dice molto bene nelle sue confessioni, di cui ti riporto i due pezzi più importanti. Uno si legge il 27 Agosto – S. Monica, madre di Agostino e l’altro del 28 Agosto – proprio la festa di S. Agostino. Penso che ambedue ti riguardino, penso che ambedue possano parlarti se tu deciderai di leggerle. Se così sarà, ti consiglierei di leggerle nonsolo con l’intelligenza ma cerca soprattutto di leggerle con anima e cuore.

L’Ufficio delle Letture del giorno della festa di S. Agostino (28 agosto) propone, come seconda lettura, un noto passaggio dal libro “Confessioni” di Agostino (Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255).

ETERNA VERITÀ E VERA CARITÀ E CARA ETERNITÀ!
Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrainell’intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr. Sal 29, 11). Entrai e vidi con l’occhio dell’anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce piùforte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un’altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l’olio che galleggia sull’acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chiconosce la verità conosce questa luce.
O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Mi ritrovai lontanocome in una terra straniera, dove mi parve di udire la tua voce dall’alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».
Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l’Uomo...
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