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Valutazione del dolore nell’anziano con demenza
Il dolore è un fenomeno complesso e soggettivo. Viene percepito da ogni persona in modo diverso in termini di intensità, qualità e andamento nel tempo. L’Associazione internazionale per lo studio del dolore (IASP) definisce il dolore come “un’esperienza spiacevole, sensoriale ed emotiva, associata a un danno dell’organismo attuale o potenziale”.1La semeiotica classica definisce il dolore come un sintomo, il più soggettivo tra i sintomi, il più influenzato, mediato, ingigantito o ridotto da infinite variabili psichiche, personali, culturali, sociali e ambientali. Per valutare la presenza e l’intensità del dolore bisogna fare riferimento a quanto viene riferito dal paziente. Il dolore è una condizione comune soprattutto tra gli anziani:prova dolore dal 25 al 50% degli anziani che vivono a casa2,3 e dal 40 all’80% di quelli ricoverati in casa di riposo.4 Il 50-60% degli anziani ricoverati in casa di riposo è affetto da demenza. La valutazione della presenza e dell’intensità del dolore in questi casi è complicata per le difficoltà di comunicazione di questi pazienti.5,6,7 Gli studi hanno dimostrato che nei soggetti con disturbicognitivi il dolore è spesso sottotrattato. Gli anziani con demenza e dolore residenti in casa di riposo hanno 1,5 probabilità in più di non ricevere un trattamento rispetto agli anziani non dementi, così per esempio in uno studio i soggetti con demenza sottoposti a intervento chirurgico per frattura di femore hanno ricevuto un terzo della dose di analgesici oppioidi rispetto a coloro che non avevanodeficit cognitivi.8 Nei soggetti con dolore cronico e deficit cognitivi la valutazione del dolore è particolarmente complessa perché in questi casi, a differenza degli episodi di dolore acuto, non si verificano modificazioni fisiologiche come pallore, sudorazione profusa, aumento della frequenza respiratoria e cardiaca e aumento della pressione arteriosa. L’operatore sanitario deve quindi imparare aindividuare e a cogliere i segni del paziente.9 Alcuni studi hanno valutato se le diverse forme di demenza (malattia di Alzheimer, demenza vascolare e demenza fronto-temporale) fossero responsabili di una modificazione nella percezione del dolore. Nella malattia di Alzheimer le aree somatico sensitive corticali sono preservate e questo indica la sostanziale integrità della capacità di percepiregli stimoli dolorosi acuti. E’ stata osservata invece una compromissione dell’amigdala, dei nuclei intralaminari dell’ippocampo e delle regioni setto-ippocampali. Questo potrebbe essere il meccanismo che sta alla base dell’incapacità di integrare il dolore nell’esperienza soggettiva rendendo meno percepibile lo stimolo doloroso cronico, forma di dolore più ricca di componenti emotive. Diversi studihanno dimostrato che anche nella demenza vascolare la soglia dolorosa aumenta; le fasi di questo meccanismo sono differenti e sembra siano in relazione alla sede e all’estensione delle lesioni. Nella demenza fronto-temporale è stata trovata una netta riduzione della capacità di percezione del dolore.10

Valutazione del dolore nell’anziano con demenza

Valutazione del dolore
La valutazionedel dolore si basa su 2 attori principali: il paziente che riferisce i sintomi e il medico o l’infermiere che ascolta e interviene. Nel paziente con demenza l’unico elemento di comunicazione del dolore sono le manifestazioni e i sintomi che devono essere individuati e compresi dagli operatori sanitari. Il dolore dovrebbe essere valutato in tutti i pazienti affetti da demenza ricoverati in ospedaleper un problema medico o per un intervento chirurgico.11,12 La valutazione dovrebbe considerare: • possibili cause di dolore in relazione all’evento acuto e alla situazione (sospettare la presenza di dolore è il presupposto che induce alla sua valutazione e al trattamento); • modalità abituali con le quali il paziente esprime dolore e reagisce (se non è possibile avere informazioni dal paziente...
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