Sala cinematografica come luogo di consumo analisi fonti quantitative

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SALA CINEMATOGRAFICA COME LUOGO DI CONSUMO ANALISI FONTI QUANTITATIVE

In questo elaborato si è cercato di approfondire l’evoluzione della sala cinematografica come luogo di consumo, analizzando nello specifico i dati quantitativi riguardo il numero delle sale, il numero di spettatori, il numero di biglietti venduti con conseguente incasso, e le spese in Italia a partire dal secondodopoguerra fino ad arrivare ai giorni nostri. L’obiettivo è stato anche quello di comprendere le differenze numeriche tra le varie zone e regioni della penisola concentrandosi principalmente sulle grandi città.
Prima di entrare nello specifico bisogna capire quando nascono le prime sale cinematografiche e perché.
Lo spettacolo cinematografico prende avvio in Italia nel 1896, quando a Torino vieneaperta la prima sala di proiezione.Durante il fascismo lo sviluppo di questo luogo nasce in funzione della necessità propagandistica del regime, ne e' la dimostrazione la creazione nel 1925 dell’istituto nazionale L.U.C.E., ente parastatale e poi di stato per la propaganda e la diffusione della cultura popolare. Questo istituto, i cui cinegiornali venivano proiettati obbligatoriamente in tutte lesale cinematografiche a partire dal 1926, rappresentava il più efficace mezzo del regime nel campo dello spettacolo.
E' dopo la seconda guerra mondiale però che la sala cinematografica diventa un vero e proprio luogo di consumo, inteso non più come luogo di aggregazione politica.
Dopo il conflitto c’era bisogno di riscatto e i giovani che lavoravano sodo avevano voglia di svago,e il cinemadivenne nel giro di poco tempo il luogo preferito dagli italiani per trascorrere il loro tempo libero.
I primi cinema sorgono in quelli che prima erano teatri, specialmente nelle grandi città, un esempio lampante è il cinema Adriano di Roma in piazza Cavour, mentre nelle province e in particolar modo in quelle meridionali vanno a svilupparsi le così dette sale parrocchiali.
Dagli anni cinquantafino alla fine degli anni ottanta i cinema sono tutti monosala, non hanno orari ben stabiliti e vengono divisi in cinema di prima, seconda e terza visione.
A partire dagli anni novanta quello che prima era un fenomeno per così dire “locale”, subisce grandi cambiamenti logistici, strutturali e organizzativi: nascono i grandi cinema multisala.
Ancor più negli anni duemila risulta evidente questocambiamento. I cinema vengono concepiti direttamente nei grandi centri commerciali e si espande un’industria economica con interessi legati non solo al cinema stesso ma anche alle grandi aziende nazionali e internazionali.

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2 I numeri degli anni ’50 e ‘60

Gli anni ’50 e ’60 sono considerati come gli anni della ripresa e del boom economico.
Questa tendenza economico-sociale si rifletteràinevitabilmente nei diversi luoghi di consumo:la sala cinematografica ne è un esempio lampante.
Secondo i dati ISTAT a partire dal 1950 il luogo di consumo cinema supera nettamente il teatro, le manifestazioni sportive e altri luoghi di spettacolo.
Nascono un numero sempre più alto di strutture cinematografiche che come accennato in precedenza non sono altro che una rivisitazione di sale diteatro.
È nell’Italia settentrionale che si concentra il maggior numero di locali cinematografici aperti al pubblico e questo è dovuto principalmente alla mole di investimenti che si concentrano al nord nelle città industrializzate e ricche (rispetto al resto della penisola) come Milano e Torino.
Anche a Roma si costruisce un alto numero di sale cinematografiche, vicino al numero di quelle dellecittà del nord. Nascono nella capitale cinema che ancora oggi possiamo ammirare (Adriano, Barberini, Eurcine, Fiamma, Ambassade, Maestoso, Metropolitan, Quattro Fontane, Reale, Broadway).
In Italia settentrionale la media di locali aperti al pubblico è di 5.800, in Italia centrale e meridionale va dai 1.655 ai 1.951 cinema, mentre nelle isole è di appena 987 con un totale di circa 10.393 sale...
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