Senorita

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  • Publicado : 28 de agosto de 2012
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CARCEL DE AMOR: TRADUZIONE: il seguente trattato fu fatto per richiesta del Signor Don Diego Hernandes, sindaco dei Donzales e di altri cavalieri Cortigiani: si chiama Carcel de Amor, lo compose San Pedro, il prologo inizia così:
virtuosissimo signore, anche se mi manca la sofferenza per tacere, non mi manca la conoscenza per vedere quanto mi starebbe meglio vantarmi di ciò che taccio piuttostoche pentirmi di ciò che dissi, e sebbene io lo conosca, anche se vedo la verità, seguo l’opinione: e siccome faccio il peggio mai resto senza castigo, perché se con rudezza sbaglio, con vergogna pago. La verità è che nell’opera presente non ho tante responsabilità poiché mi buttai in questa più per necessità di obbedire che per volontà di scrivere. Perché da vostra altezza mi fu detto che avreidovuto creare un’opera sullo stile dell’orazione che inviai a donna Marina Manuel, perché le sembrava meno malvagio rispetto a quello che misi nell’altro trattato che vide mio. Così che per adempiere al suo comando, decisi di farla, preferendo sbagliare nel dire rispetto a disobbedire; e decisi anche di indirizzarla a vostra grazia perché la favorisse come signore e la perfezionasse come decente.In ogni modo, prima che mi decisi, ebbi grandi dubbi, vista la vostra discrezione temevo, vista la vostra virtù osavo, in uno incontravo la paura, nell’altro cercavo sicurezza e alla fine trovai il più dannoso per la mia vergogna e il più vantaggioso per quello che dovevo fare. Potrò essere ripreso se in ciò che ora scrivo tornerò a dire qualche ragione delle quali ho detto in altre cose. Perquesto supplico a vostra grazia di salvarmi, perché siccome ho fatto un’altra scrittura della qualità di questa, non è da meravigliarsi che la memoria fallisca. Ese ciò accadrà, sicuramente ha più colpa in questo la mia dimenticanza che il mio volere. Senza dubbio, signore, considerato questo e altre cose che in ciò che scrivo si possono trovare, ero determinato a smettere nel verso e nella prosa, perliberare la mia rudezza di giudizio e il mio spirito di opere, e mi sembra che quanto più penso di farlo tanto più mi si offrono cose per non poterlo compiere. Vi supplico prima di condannare la mia mancanza che giudichi la mia volontà, affinchè io riceva il premio non secondo la mia ragione ma secondo il mio desiderio.
Comincia l’opera
Dopo aver fatto la guerra dell’anno precedente, passandol’inverno a riposo, trascorrendo una mattina, quando già il sole voleva rischiarare la terra, per dei valli fondi e scoscesi , di quelli che si creano nella Sierra Morena, vidi venirmi incontro, tra alcuni robredales dove camminavo, un cavaliere così feroce di presenza come spaventoso da vedere, coperto tutto di capelli in maniera selvaggia, portava nella mano sinistra uno scudo di acciaio moltoforte e nella destra un’immagine femminile intagliata in una pietra molto chiara, che era di tale bellezza che mi turbava la vista: uscirono da quella vari raggi di fuoco che portava il corpo d un uomo che il cavaliere portava a forza dietro di se. Il quale con un disperato gemito di tanto in tanto diceva: “nella mia religione si soffre sempre”. E come si incontrò con me mi disse con angustiamortale: “cammina, per Dio ti chiedo di seguirmi e che mi aiuti in una tanto grande disavventura. Io, che in quella situazione avevo più motivo di temere che ragione per rispondere, posti gli occhi sulla strana visione, rimasi fermo, turbato nel cuore da diverse considerazioni. Lasciare il cammino che stavo facendo mi sembrava vaneggiare, non esaudire la preghiera di quello che soffriva così tanto misembrava inumano, nel seguirlo c’era pericolo e nel lasciarlo pigrizia, con il turbamento non sapevo scegliere il meglio. Però poiché lo spavento lasciò la mia alterazione in un po’ di calma, vidi quanto ero più obbligato alla virtù che alla vita e impacciato da me stesso per il dubbio in cui mi trovavo, seguì il cammino di colui che mi aveva chiesto aiuto. E siccome affrettai il mio passo, senza...
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