Cocina italiana

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  • Publicado : 6 de junio de 2011
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All’epoca degli antichi Greci le Olimpiadi avevano il potere di fermare una guerra tra Sparta e Atene. Oggi molte grandi città europee rischiano di vivere un pomeriggio di guerriglia urbana inoccasione di una partita di calcio. Lo sport è quasi coetaneo della società in cui viviamo, e inevitabilmente ne rispecchia vizi e virtù. Da Olimpia al Barone De Coubertin, fino alle paralimpiadi perdisabili, molte persone hanno guardato allo sport per migliorare almeno un po’ il nostro mondo e diffondere principi come tolleranza e integrazione. Tantissime sono le storie individuali di uomini e donne,famosi e non, che grazie all’impegno agonistico hanno vinto vere e proprie battaglie personali. Ma da sempre c’è anche qualcuno che non la pensa così. A volte questo qualcuno è razzista.
Olimpiadi diBerlino, 1936: Adolf Hitler non ha lasciato nulla di intentato: l’evento può diventare un’enorme cassa di risonanza per propagandare la potenza della grande Germania e la superiorità della razzaariana. L’organizzazione è cupa e grandiosa, impregnata di un fascino sinistro ben descritto dal film Olympia di Leni Riefenstahl. Un uomo nero però rovina tutto. Si chiama Jesse Owens, è l’uomo piùveloce del mondo e vince quattro medaglie d’oro. Owens diventa un simbolo dell’antirazzismo, è la dimostrazione vivente della demenzialità di certe teorie. E pazienza se in quegli anni, anche nel profondosud degli Stati Uniti, non tutto era così facile per un atleta di colore… Questa è una storia vecchia, del resto anche il razzismo lo è. Purtroppo ancora oggi continuano a succedere certi episodi. Nonc’è probabilmente da stupirsi: la piaga del razzismo non è ancora stata debellata dalla nostra vita quotidiana, e lo sport non fa eccezione.
Eppure c’è qualcosa in più: in qualche modo sembra chelo sport catalizzi su di sé il meglio e il peggio di questo scontro culturale. Le competizioni agonistiche hanno avuto, per la piena integrazione degli afroamericani, un’importanza paragonabile a...
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