Il controllo della fioritura e il florigeno ( prima stesura in italiano)

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INTRODUZIONE
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I cicli vitali di molte specie vegetali sono sincronizzati con i cambi di stagione. La risposta a tali cambiamenti è particolarmente importante alle alte latitudini, in cui si verificano condizioni climatiche stagionali estremamente diverse tra di loro. La percezione della durata del giorno è unodei modi principali con cui le piante rilevano il cambio di stagione e la capacità di rilevare la lunghezza del giorno è detta fotoperiodismo. La transizione dalla forma vegetativa a quella riproduttiva è spesso regolata dal fotoperiodo, e in base al tipo di risposta alla durata del giorno, si distinguono piante longidiurne (LDs), brevidiurne (SDs) e neutrodiurne. La lunghezza del giorno vienepercepita nelle foglie principalmente dal fitocromo che funge da recettore che contribuisce alla produzione di un segnale sistemico, chiamato florigeno, che si sposta attraverso il floema dalle foglie ai germogli apicali. Nei meristemi dei germogli apicali (SAM), il florigeno causa cambiamenti nell’espressione dei geni che riprogrammano il SAM per formare fiori invece di foglie.
Per i rientri si usala tabulazione a sinistra (vedi in alto a sx il righello) non gli spazi.
Recenti studi sulla fioritura di Arabidopsis thaliana (fig. 1a) pongono il modello COSTANS/FLOWERING LOCUS T (CO/FT) , o meglio, “EXTERNAL COINCIDENCE MODEL” al centro del processo che promuove la fioritura in risposta ai cambiamenti nella durata delle ore di luce (Franziska T. et al 2008)( (Franziska et al., 2008).
Lereferenze, come ti ho scritto nella mail precedente e ancora in quella prima non vanno in corsivo e non includono le iniziali dei nomi. Non capisco perché non apporti le correzioni che ti chiedo di fare e mi ripresenti le cose sempre allo stesso modo. Al limite se proprio vuoi essere preciso solo et al. va in corsivo. Correggile tutte.
Recentemente sono stati compiuti notevoli progressi nellacomprensione dei meccanismi molecolari che attivano questo modello in cui è evidente che la proteina FT, da poco individuata, è un componente principale del florigeno e nella sua espressione gioca un ruolo diretto il livello di CO.
L’aver compreso che FT agisce come segnale su lunghe distanze (foglia-meristema apicale) richiede di determinare se la proteina FT è sufficiente per questo processo eagisce da sola, o è necessario che altre molecole vengano trasportate insieme a FT. Inoltre ancora poco si conosce sui meccanismi attraverso i quali la proteina viene scaricata nel floema e caricata nel meristema.
Diverse vie di regolazioni indipendenti dal fotoperiodo sono state messe a punto dalle piante. Analisi eseguite su diversi tipi di mutanti in varie condizioni ambientali e studi diinterazione genetica e molecolare, hanno permesso di assegnare diversi geni a vie specifiche di regolazione indipendenti dal fotoperiodo e dipendenti da stimoli esogeni ed endogeni, vale a dire, vernalizazzione, temperatura, gibbberelline ed altri fattori ancora. Queste vie convergono regolando una serie di geni coinvolti nel processo di fioritura che integrano gli output di diverse vie e incondizioni favorevoli attivano direttamente i geni nel meristema fiorale responsabili della fiorituta. La risposta al fotoperiodo spesso agisce in un più ampio contesto di regolazione, a volte significativamente differente tra le angiosperme. Ad esempio, in Arabidopsis la vernalizzazione e le risposte al fotoperiodo sembrano essere indipendenti e convergono sulla regolazione della trascrizione di FT ealtri integratori fiorali. Nel grano il gene VERNALIZAION 2, che codifica un repressore della fioritura, svolge un ruolo centrale nella risposta alla vernalizazzione. CO è regolato a livello trascrizionale da diversi geni che fanno parte dell’orologio circadiano e dal livello di proteine fotorecettrici (fitocromi e criptocromi) che stabilizzano o destabilizzano CO. Un alto accumulo di CO...
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