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LE LEGGI DELLA VITA IN 60 AFORISMI
VERIFICA DEI LIMITI CULTURALI E DELLE CARENZE BIOLOGICHE NELLE CIVILTÀ OCCIDENTALI

Francesco Colombera senior
Dario Colombera, via Trespole 68, 35037 Teolo (Pd) t. 049 9925217 http://bioculture.altervista.org

Le caratteristiche fondamentali dei viventi.
I aforisma. Definisco come vivente un’entità la cui struttura chimica è basata sul carbonio ed ècapace di produrre lavoro (metabolismo e azioni), di avere una memoria, sentimenti e autocoscienza. Per alcune culture, questa definizione limitata alla chimica del carbonio, non esaurisce tutte le possibilità di esistenza di entità capaci di autocoscienza e sentimenti. II aforisma. Per gli esseri viventi esiste solo l’attimo presente. Il vivente è una macchina che non può mai fermarsi (è unamacchina che muore se si arresta. Tale affermazione non è valida soltanto per cellule surgelate a bassissime temperature) e che muta in modo irreversibile ad ogni istante. 0

1 Per ogni individuo è necessario che la propria più elevata autocoscienza sia presente ad ogni istante, se non si vuole che i propri comportamenti siano dominati da livelli mentali inferiori, e conseguente grave pericolo diinvoluzione (vedi aforismi su evoluzione adattativa). Può sembrare strano, ma gli atomi e le molecole costituenti il corpo dei viventi vengono rinnovati di continuo, per cui le nostre funzioni e non i costituenti materiali del nostro corpo hanno una continuità nel tempo. III aforisma. Ciò che è bene a un livello di organizzazione del vivente (p.e. fisico), è positivo a tutti i suoi livelli(mentale, emozionale, percettivo, ecc.). Tale assioma ha un valore determinante per la sopravvivenza dell’uomo moderno, in quanto esso ci permette di verificare con i soli mezzi della razionalità e del buon senso se una filosofia, una economia, una filosofia e una cultura sono valide in termini evolutivi ed esistenziali. Tale assioma rende inoltre possibile per tutti verificare in prima persona e conmetodi scientifici il valore adattativo dei propri ed altrui comportamenti. IV aforisma. Tutti gli esseri viventi sono felici per loro natura. A priori ciò è verosimile, perché la felicità è uno stato emotivo che ottimalizza tutti i nostri comportamenti. A posteriori lo si vede negli animali e pure nell’uomo, quando non vive in una società degradata. Pertanto coltiva sentimenti ed emozioni positive econsidera come suicide quelle culture che provocano infelicità esistenziale. Ricordo che i viventi, quando diventano incapaci di esprimere tutte le loro potenzialità più elevate, sono condannati all’estinzione (vedi evoluzione biologica). V aforisma. Il dolore è indispensabile per sopravvivere, in quanto ci segnala la presenza di un qualche problema fisico o psichico. Pertanto è deleterioeliminare il dolore (eccetto casi particolari), se contemporaneamente non si aggrediscono le sue cause e non si tiene conto del suo ammonimento: riposati e curati. Ricordo che le capacità di percepire, di sopportare e di reagire al dolore dipendono molto dal tipo di vita che si conduce. Avanzo inoltre l’ipotesi di lavoro, che sia un errore non soffrire più di quelle continue piccole lesioni, abrasioni,tagli epidermici, inconvenienti frequenti in Europa sino a qualche tempo fa, che rafforzano il nostro sistema immunitario. Sia chiaro che quando il sistema immunitario è sottoposto a stress eccessivi, (come avviene per le foche del mare del nord, colpite da una forma di AIDS, che vivono in acque altamente inquinate), il sistema immunitario cessa di essere una difesa. Depressione, irrazionalità,irrequietezza, angoscia, ansia, ecc., sono gli stati d’animo che indicano la presenza di gravi malesseri psichici. Nel caso dell’uomo moderno sono dovuti a carenze culturali. VI aforisma. Tutti i viventi sono delle realtà dinamiche irreversibili che possiedono soltanto due opzioni: o evolvono o regrediscono. In generale, la lotta per l’esistenza non può mai cessare, pena il proprio regresso...
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