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Donatello - vero nome Donato di Niccolò di Betto Bardi - (Firenze, 1386 – Firenze, 13 dicembre 1466) è stato uno scultore italiano. Lavorò a Firenze, Prato, Siena e Padova ricorrendo a varie tecniche (tutto tondo, bassorilievo, stiacciato), con varie materie (marmo, bronzo, legno). Si staccò definitivamente dal gotico riallacciandosi e superando l'arte greca e romana sia formalmente siastilisticamente; particolare fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione alle opere.

Donatello era il figlio di Nicolò di Betto Bardi, uno cardador lana, ed è nato a Firenze, probabilmente nel 1386. L'artista è stato istruito presso la casa della famiglia Martelli. Tuttavia, è vero che ha ricevuto la sua prima formazione in un laboratorio orafo, e che ha lavorato per un breve periodo ditempo nella bottega di Lorenzo Ghiberti. Pur continuando i suoi studi e scavi a terra, che gli ha dato la reputazione del tesoro, i cacciatori, i due giovani vivevano con una base per lavorare in negozi di oreficeria.

La sua permanenza a Roma è stato fondamentale per il pieno sviluppo dell'arte italiana nel XV secolo, è stato durante questo periodo che Brunelleschi studio i passi della cupola delPantheon e di altri edifici romani. La costruzione dei monumenti del Brunelleschi e Donatello sono stati l'espressione suprema dello spirito in epoca in cui l'architettura e la scultura hanno esercitato una forte influenza sui pittori di questa epoca.

La sua era una famiglia modesta: il padre, irrequieto, condusse una vita tumultuosa avendo partecipato prima alla rivolta dei Ciompi del 1378, poiad altre azioni contro Firenze che lo portarono ad essere condannato a morte e poi perdonato con il condono della pena; un carattere molto diverso da quel suo figliolo così minuto, signorile, elegante e delicato tanto da essere vezzeggiato con il nome di Donatello, che, secondo il Vasari, venne educato nella casa di Roberto Martelli.

Abramo e Isacc
L'obbligo di chiudere due figure collegatein un moto complesso, entro l'angusto spazio di una nicchia, è occasione per Donatello di esprimere la sua assoluta e naturale libertà di composizione e di linguaggio plastico. Questo gruppo - scolpito nel 1421 per il Campanile in collaborazione con Nanni di Bartolo detto il Rosso - fonde nella straordinaria immediatezza di un nucleo dinamico sottili e divergenti soluzioni plastiche, dalla resaanalitica e descrittiva agli effetti ottici dello stiacciato. Emerge dal gorgo fitto dei panneggi di Abramo il nudo polito dell'Isacco che riprende l'atteggiamento della figura brunelleschiana per il concorso del Battistero, a contrapposizione tra fondo luministico e volume nitido in primo piano; è una soluzione geniale per raggiungere subito l'effetto della profondità. Ma si noti anche il contrastotra il realismo delle mani del padre e l'astratta purezza classicheggiante del profilo del giovinetto, non imputabile tanto all'esecuzione del Rosso, quanto voluta da Donatello a sottolineare l'inserto culturale.

Maddalena

Donatello riesce ad immaginarsi la santa come una vecchia smagrita, decadente, con gli occhi incavati, sdentata, coi capelli secchi, sul corpo disfatto dalla fame e daglistenti, una mummia "consumata dai digiuni e dagli stenti", come scrisse il Vasari.Le mani non sono completamente giunte in atto di preghiera ma appena discoste, in un gesto di stupore. La bocca dischiusa che lascia intravedere i denti, e lo sguardo attonito, appaiono fissati nel mistero della salvezza; l'intera immagine è immortalata in un momento topico e vibra di pietà.

La Maddalena furealizzata per essere collocata all'interno del Battistero, in seguito, si suppone, ad una ripresa del suo culto che si verificò a Firenze alla fine del quattrocento. L'opera è stata realizzata con un materiale molto difficile da lavorare come il legno: a differenza del marmo o della pietra, infatti, non consente sfumature morbide e passaggi graduali. Proprio per questo la struttura lignea, tanto...
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