Teoria del restauro

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RESTAURO ≠ CONSERVAZIONE.
La Teoria del Restauro si fonda sulle esperienze storiche. Il obbiettivo di questa disciplina è quello di formare l’architetto affinchè possa conferire durevolezza agli oggetti su cui opera.
Le funzione dell’edificio esistente sono l’uso pratico, la significazione e la trasmissione dei valori culturali. Tutto questo viene fatto con la Tutela e il Restauro.
1.ETÀ ANTICA – MEDIOEVO
In questa epoca storica i romani restituivano, ma ordinariamente non restauravano. Se un edificio era in cattive condizione grazie alla manutenzione lo riparavano. Invece si c’era un’altro in stato cadente lo riconstruivano totalmente. Altri metodi che usavano erano il riuso oppure la spoliazione.
Riuso:
* Tempio del Divo Antonino Pio e della Diva Faustina, Roma.
*Duomo di Siracusa
* Piazza dell’Anfiteatro, Lucca.

2. UMANESIMO E RINASCIMENTO.

Petrarca e Papa Pio II si preocupano del rimpianto per la grandezza del passato. Metre i grandi architetti del rinascimento come Brunelleschi, Alberti, Donatello, Bramante o Palladio studiano e fanno i rilievi delle antichità romane. Altrimenti Raffaello tutela delle opere del passato.

3. BAROCCOPantheon Roma. Bernini interviene questo tempio romano e gli mette due campanili che nel XX secolo vengono rimossi.

4. NEOCLASSICISMO E RESTAURI ARCHEOLOGICI

J.H. Füssli Disgiunzione dal Passato.
In questo periodo vengono scoperti Pompei ed Ercolano per C. De Tournon, e tanti altri posti.

5. RIVOLUZIONE FRANCESE

Durante la revoluzione francese se produccono grande distruzionenei importanti monumenti come l’Abbazia di Cluny, Notre Dame di Parigi o Santi-Denis.
In questo periodo nasce un interesse per la conservazione in situ già che come Quatremére de Quincy dice non è possibile asportare un’opera dal luogo che la ha generata, perche la memoria storica del monumento appartiene alla cultura che la ha generata.
In questo momento se produce uno sviluppo romanticodell’identità nazionale e un interesse per il medioevo ( Victor Hugo). E anche nasce una commissione per i monumenti storici.

L’AFFERMAZIONE DEL RESTAURO ARCHEOLOGICO. STERN E VALADIER.

Tre sono i grandi primi monumenti a restaurare in Italia: Il Colosseo, L’Arco di Tito e San Paolo fuori le mura.

Il Colosseo
Nel coloseo interviene Raffaello Stern dal 1806-1807 che construisce lo speroneorientale che consolida romanticamente i blocchi di pietra nel loro rovinare, con una massa muraria compatta e distinta.
Dopo Giuseppe Valadier tra il 1823 e il 1826 construisce lo sperone occidentale. Egli ricostruisce la sintassi degli ordini e la dialettica masse/organizzazione strutturale in modo didascalico, come un modello al vero.

L’Arco di Tito
Stern è il primo che predispone una idead’intervento. Dopo Valadier è lui quello che realizza veramente l’intervento. Egli nelle parte vuote riutilizza dei blocchi predisposti per la ricostruzione per masse al fine di conservare la consistenza antica e suggerirne la corretta lettura e decifrazione.

San Paolo fuori le mura.
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Dopo l’incendio del 1823 Giuseppe Valadier e altririconstestualizzano parti superstiti in nuova construzione. Pasquale Belli e Luigi Poletti ricostruiscono la fabbrica.
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EUGÈNE VIOLLET-LE-DUC (1814-1879) – RESTAURO STILISTICO

Le Duc è il padre della disciplina del Restauro.
Egli si oppone alle ricostruzioni sentimentali e di fantasia e alla selettività del collezionismo settecenteschi. Le Duc è ilprimo ad affontare il tema in modo sistematico e nell’accezione di tutela. Per Le Duc é necessario l’architetto incaricato del restauro abbia compreso a pieno il monumento.
Le Duc rappresenta il restauro STILISTICO che consiste in restaurare l’opera nello stile originario, anche se questo non è mai esistito.

LO STILE
C’è lo Stile e vi sono gli stili. Gli stili derivano dai gusti e...
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