Breve storia politica dell’ argentina.

Breve storia politica dell’ Argentina.

Risulta sempre difficile comprendere come sia possibile che in paesi che godono di governi democratici si instaurino dei regimi dittatoriali. Ma nel caso dell’ Argentina, questa difficoltà è accresciuta dal fatto che, essendo un paese con una popolazione di origine europea molto numerosa, ha risentito pesantemente delle conseguenze dei regimitotalitari europei del Novecento. Ciò nonostante, una dittatura militare ha preso il potere negli anni Settanta. Per capire come ciò possa essere successo sarà necessario fare un breve riassunto della storia di questo paese.

1.1 Le origini.
Nata come una colonia spagnola di importanza secondaria rispetto ai più redditizi territori dell’ America centrale, dal 1776 l’Argentina appartenevaal Virreinato del Rio de la Plata, che comprendeva, oltre al territorio argentino, gli attuali Perù, Bolivia, Uruguay, Paraguay, parte del Cile e parte del Brasile (Luna, 1998).Ottenne l’indipendenza dalla Spagna nel 1816, dopo un periodo di guerre che durava dal 1810.
Si può dire che l’ingerenza militare in campo politico abbia fatto parte della vita politica argentina fin dalle sueorigini. Infatti, l’assenza di un governo unitario, come era stato quello spagnolo, e l’elevata distanza tra le città, fece sì che di fatto l’autorità fosse in mano ai caudillos, grandi proprietari terrieri che avevano acquisito prestigio lottando contro gli indios o nelle battaglie per l’indipendenza. Queste autorità militari venivano rispettate e riconosciute dalla popolazione in quanto eranopercepite come più vicine ad essa, pronte a proteggere i loro interessi più del governo centralizzato con sede a Buenos Aires, preoccupato, quest’ultimo, soprattutto di imporre la propria volontà con modalità non troppo diverse da quelle della corona spagnola. La frammentazione del paese in province che tendevano a volere auto governarsi fece sì che nel 1820, in un’assemblea che si tenne a Buenos Airescon la partecipazione dei rappresentanti di ogni provincia, si decidesse di adottare un governo di tipo federale (Luna, 1998). La Costituzione, promulgata nel 1853, riconobbe l’Argentina come una Repubblica Federale.
Il 1880 viene considerato un anno di fondamentale importanza per tre motivi: in primo luogo si conclude la “conquista del deserto”, ovvero l’appropriazione delle terre degliindios; in secondo luogo il commercio del granoturco e la possibilità di congelare le carni per l’esportazione danno un notevole slancio all’economia; infine Buenos Aires diventa Capitale, unificando il paese. Dopo l’approvazione del federalismo, infatti, che aveva messo sullo stesso piano tutte le province, Buenos Aires si era staccata dal resto del paese, in quanto non le veniva riconosciutal’egemonia che essa credeva le spettasse di diritto. Questa situazione di divisione non beneficiava nessuna delle parti, per cui, dopo anni di negoziazioni e scontri, Buenos Aires accettò di “ospitare” all’interno della propria città la sede del governo.
Nel periodo che va dalla fine dell’ Ottocento fino ai primi anni del Novecento, si creano le strutture per uno stato nazionale: Il ConsiglioNazionale per l’Educazione, la Banca Ipotecaria Nazionale, vari ministeri con vigenza in tutto il paese (per esempio quello delle opere pubbliche).
Il potere era in mano ad un governo oligarchico, convinto di non poter estendere la partecipazione alla vita politica a tutta la popolazione in quanto questa era del tutto impreparata a gestire tale responsabilità. L’unica soluzione che siintravedeva era quella di fomentare in tutti i modi l’immigrazione, soprattutto quella di origine europea, nella speranza di riuscire così a creare una nuova classe più preparata.

1.2 Dalla legge Saenz Peña alle elezioni del 1930.
Nel 1912 venne promulgata la legge Saenz Peña, da parte dell’omonimo presidente: si stabilì il suffragio universale maschile e venne istituito un Padrone Civico...
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